blog
home / BLOG / L’altro Roland Garros: Zverev o Tsitsipas?

L’altro Roland Garros: Zverev o Tsitsipas?

Pubblicato il 9 giugno 2021

Tsitsipas o Zverev? La semifinale della parte bassa è un confronto di stili e di personalità, tra due giovani ormai maturi. Colui che vincerà, domenica proverà a fare la storia

C’è un torneo nel torneo, in questo Roland Garros 2021. Se nella parte alta si era capito subito che ci sarebbe stato poco spazio per chiunque di fronte ai Big 3, nella parte bassa del tabellone avremo comunque un finalista nobile. Sarà uno tra Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev, due giocatori diversi e due persone agli antipodi. Uno, il greco, fatto di talento, fantasia e passione, quella capace di coinvolgere il pubblico di ogni latitudine. L’altro, il tedesco, fatto di colpi pesanti e di un apparente distacco, una forma di difesa che si è acuita con quei problemi extra-tennis emersi negli ultimi mesi. Resta il fatto che uno è numero 5 del mondo, l’altro è numero 6. Dunque, in fondo, chiunque raggiungerà la finale rispetterà il suo ruolo di top player, in attesa di capire se potrà anche rendersi competitivo per il titolo.

TSITSIPAS MEGLIO DI MEDVEDEV

Dopo essere arrivato a Parigi con un curriculum da terra disastroso, Daniil Medvedev sembrava aver cambiato radicalmente opinione in merito alle sue chance sul rosso, e soprattutto sembrava in grado di mettere sotto anche avversari del suo stesso rango. Invece, di fronte a Tsitsipas, il russo numero 2 del mondo ha dovuto alzare bandiera bianca. “Penso di poterlo vincere, questo torneo – ha sottolineato il greco alla stampa – e del resto credo che tutti i giocatori rimasti facciano un pensiero simile al mio. Devo continuare a fare ciò che sto facendo: sto giocando bene, devo insistere, poi la ricompensa potrebbe arrivare. Perché va bene, è un privilegio essere arrivato in semifinale qui, come in Australia per due volte, ma il mio ego mi dice che desidero qualcosa in più”. Quel qualcosa in più passa da una partita con Zverev che nasconde non solo un confronto di stili ma pure un confronto di personalità. “Intanto – rimarca Stefanos – non mi sento sollevato nel non incontrare Nadal o Djokovic, perché chi arriva a questo punto del torneo può giocare un tennis stellare. Ora devo solo riposare, recuperare, allenarmi e nutrirmi bene. Poi sarò pronto”.

DOMINIO ZVEREV

Al contrario di Tsitsipas, Alexander Zverev arrivava alla sfida dei quarti contro lo spagnolo Davidovich Fokina con la pressione del grande favorito. Una pressione che Sascha ha gestito alla perfezione, anche sfruttando le carenze di un avversario probabilmente già troppo soddisfatto per il suo straordinario torneo. “In passato, negli Slam, mi mettevo io stesso troppa pressione addosso – racconta Zverev – e questo ovviamente incideva sul mio rendimento. Oggi è diverso. Riesco a stare più tranquillo, riesco a gestire meglio le situazioni. Qui sto giocando un tennis molto solido, fin dall’inizio. E serviva, per arrivare tra i migliori quattro, perché anche nei primi turni trovi avversari di qualità eccezionale. Se non giochi bene, vai a casa”. Il pensiero va a Tsitsipas, ma pure a Rafa, se si vuole pensare al trofeo. “Nadal non è umano. Lui è arrivato qui la prima volta e ha vinto il titolo, una vicenda che non è umana. Credo che sia addirittura più difficile affrontarlo in finale che nei turni precedenti, dunque non so bene se sia stata una fortuna non averlo nella stessa metà del draw”.

FANTASIA O SOLIDITÀ?

Ora c’è da capire chi, tra Tsitsipas e Zverev, possa avere più chance, non soltanto di arrivare all’ultimo atto, ma in qualche modo di rendere la vita difficile a chi uscirà dall’altra metà del draw. Intanto, le statistiche: si tratta della sfida numero 8, fra il greco e il tedesco, con Stefanos avanti per 5-2, ma con Sascha che ha vinto l’ultimo incontro, quest’anno ad Acapulco. L’unico confronto su terra risale invece a Madrid 2019: Tsitsipas in tre set. Proprio il greco ha sicuramente le armi, soprattutto sul rosso, per cercare di spezzare il ritmo al suo avversario. Ma se Zverev serve bene, come peraltro sta facendo, e se la fiducia lo assiste, i suoi colpi pesanti possono fare la differenza contro chiunque. Entrambi, in carriera, hanno già vinto più d’una volta sia contro Nadal, sia contro Djokovic. Ma se uno di loro riuscisse a sollevare la Coppa dei Moschettieri domenica sera, saremmo di fronte a una sorpresa clamorosa, a qualcosa che segnerebbe la fine di un’epoca. C’è da giurare che l’ego di Stefanos, così come quello di Sascha, non attendano altro.