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ATP Cup, tra ansia e leggerezza

Pubblicato il 8 gennaio 2020

L’Atp Cup ha l’anima divisa tra la leggerezza di un format votato allo spettacolo e la preoccupazione per gli incendi. L’Italia esce subito, ma con qualche indicazione positiva.

Non sono bastate due vittorie, alla Nazionale italiana, per restare in corsa nei quarti di finale della Atp Cup. Così la nuova competizione, nata quest’anno in risposta alla Davis dell’Itf, rimane senza azzurri quando la vicenda si fa più interessante, quando le migliori si giocano le proprie chance di arrivare al titolo. Un po’ quello che era successo poche settimane fa a Madrid, quando ai ragazzi di Barazzutti fu fatale la sconfitta contro il Canada all’esordio. Eppure c’è qualcosa da salvare, in questo avvio di stagione un po’ così del tennis italiano, ormai talmente abituato a stare nei piani alti da non riuscire a digerire facilmente un’eliminazione precoce.

TRAVAGLIA SUPER

Per prima cosa bisogna prendere in considerazione – nel valutare la prestazione tricolore – l’assenza pesantissima di Matteo Berrettini, precauzionalmente tenuto a riposo per sistemare un piccolo problema agli addominali. Poi c’è da mettere in risalto le belle prove di Stefano Travaglia, il marchigiano che con Simone Vagnozzi in panchina già nel 2019 aveva fatto un gran salto di qualità, entrando stabilmente nei primi 100 al mondo. Ebbene, Stefano è stato il migliore degli italiani nella trasferta di Perth, con due vittorie su Durasovic e (soprattutto) su Fritz, e una sensazione di progressi piuttosto importanti maturati nel corso della preparazione invernale. Al contrario, è sembrato in ritardo il nostro numero 1 Fabio Fognini, sconfitto seccamente da Ruud e poi rifattosi in parte con la vittoria su Isner.

RUSSIA TROPPO FORTE

Ma il vero problema, per gli azzurri, è stata la Russia. Che, per inciso, fin qui è parsa tra le squadre più solide e attrezzate per arrivare in fondo. Nessuna novità, in fondo. Già in Davis, pur senza Daniil Medvedev, Rublev e Khachanov avevano fatto fuori la Serbia e fatto tremare la Spagna. Stavolta, con il loro giocatore più forte, era logico attenderseli ancora più competitivi. Quel 3-0 patito nella prima giornata ha sostanzialmente relegato Fognini e compagni al ruolo di spettatori, perché a quel punto era chiaro che sarebbe stato molto complicato agguantare un posto tra le migliori seconde o sperare in un passo falso dei russi. Le sconfitte di Fognini al terzo contro Medvedev e di Travaglia in due set lottati contro Khachanov raccontano comunque di un team competitivo, e al di là dell’eliminazione è questo che conforta in vista dell’arrivo degli Open d’Australia di Melbourne, primo Slam stagionale.

IN CERCA DI RIVINCITE

Tornando all’Atp Cup, viaggiano spedite Spagna e Serbia, con Rafa Nadal e Novak Djokovic che pur non premendo eccessivamente sull’acceleratore hanno trascinato i compagni a tre vittorie su altrettanti match. Nella parte alta del draw, dunque, si potrebbe riproporre quella sfida tra Russia e Serbia che sarebbe una gustosa rivincita di Madrid, mentre nella sezione inferiore la Spagna, in un’eventuale semifinale, troverebbe la vincente tra Australia e Gran Bretagna. La sensazione generale che arriva da Perth, Sydney e Auckland, le tre sedi della manifestazione, è che l’impegno non manchi ma che si tratti tutto sommato di un buon rodaggio in vista del Major al via fra pochi giorni. E del resto non c’è nessuna sorpresa nel constatarlo. In tutto questo, anche i professionisti del tennis si stanno preoccupando non poco per la questione incendi, che da settimane ormai divampano in Australia facendo vittime e danni. Si è arrivati persino a paventare un rinvio dell’Open di Melbourne, che però al momento è confermato. Di certo non può essere un avvio di stagione spensierato, nonostante la leggerezza dell’Atp Cup.