blog
home / BLOG / CANADIAN HARD ROCK

CANADIAN HARD ROCK

Pubblicato il 27 marzo 2019

Nel Masters 1000 di Miami che perde Novak Djokovic, sorpreso per la seconda volta in tre mesi da Roberto Bautista Agut, ci sono due quarti di finale che sembrano una porta spalancata sul futuro. Nella parte alta, Felix Auger-Aliassime, che ormai dovremmo smettere di definire ‘sorpresa’, avrà bisogno di opporre tutta la sua fantasia alla solidità di Borna Coric; nella parte bassa, un Frances Tiafoe sempre più costante tenterà di mischiare le carte a uno che, di solito, è tra i migliori a mettere confusione nelle teste altrui, Denis Shapovalov. In attesa di Federer, che peraltro trova un altro giovanotto vicino ai top 10, il russo Daniil Medvedev, il tabellone del secondo ‘1000’ della primavera americana assume tonalità decisamente diverse dalle attese di qualche giorno fa: i migliori del seeding, fatta eccezione per Re Roger e per Kevin Anderson, sono spariti. E per tutti gli altri si potrebbe aprire un’opportunità importante in vista di un salto in alto che, per qualcuno, varrebbe forse l’inizio di una nuova carriera.

DALLE QUALIFICAZIONI AI QUARTI

Auger-Aliassime, 18 anni di Montreal, con una data di nascita (8 agosto) che è un segno del destino, è forse quello che più di tutti mette assieme la capacità di creare tennis e la solidità necessaria per emergere presto dove il suo talento merita di stare. La finale di un mese fa nel ‘500’ (su terra) di Rio de Janeiro, era stata al tempo stesso il primo grande segnale delle potenzialità del ragazzo, e l’addio definitivo alla terra di mezzo dei Challenger, dove il nordamericano aveva vinto quattro titoli tra 2017 e 2018. Ma è qui sul cemento dell’Hard Rock Stadium che Felix sta vivendo un momento di svolta, e senza dubbio il torneo più importante, della sua carriera appena cominciata. Battere un tipo come Basilashvili non è semplice mai, tanto più quando si arriva da un percorso già piuttosto lungo, che comprende pure un paio di match (contro due azzurri, Lorenzi e Vanni) nelle qualificazioni. Coric non è l’avversario migliore da affrontare adesso, e il croato parte favorito. Ma nei prossimi anni Auger-Aliassime sarà, presumibilmente a ogni torneo che conta, uno di quelli che potranno far saltare il banco.

NEXT GEN VERSO I TOP 10

Lo sa bene lui e lo sa bene pure il suo compagno di Nazionale, quel Denis Shapovalov che ha soltanto un anno e qualche mese in più, ma che si è già cucito addosso il ruolo di show-man, oltre che quello di futura stella assoluta del Tour. Denis ha vinto una partita, contro Stefanos Tsitsipas, che pur essendo solo al terzo capitolo della serie è già un classico del tennis del futuro. E pure del presente. L’ha vinta, il canadese, per 7-6 al terzo, mischiando cose meravigliose ad altri momenti rivedibili, come peraltro è nella sua natura. Ma in questo fiorire di gioventù, di Next Gen che avanza a passi importanti verso l’area top 10, c’è un filo conduttore che accomuna la maggior parte dei giovani rampanti: è la capacità innata di fare spettacolo, senza pensare troppo alla pressione dei risultati. In tutto ciò, probabilmente, fa la sua parte pure la ‘resistenza’ dei grandi della generazione precedente, ben lontani dall’abbandonare la professione. Ma in Auger-Aliassime come in Shapovalov, in Tiafoe come in Tsitsipas (e senza dimenticare ‘croce-e-delizia’ Kyrgios con i suoi tweener e i suoi no-look), c’è una propensione allo show che promette bene. Miami ci dirà se, fin da ora, sarà uno show con lieto fine.