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Caldo da impazzire

Pubblicato il 29 agosto 2018

Di solito è l’Australia ad avere di questi problemi. A New York, durante gli Us Open, spesso ha fatto caldo, quasi mai talmente caldo da dover sospendere i match. Sta accadendo quest’anno, tanto che gli organizzatori si sono dovuti inventare una heat policy ad hoc pure per gli uomini: al superamento di un certo limite (deciso tenendo in considerazione temperatura e tasso di umidità), alla fine del terzo set ci si può prendere un break di una decina di minuti. Una pausa rigenerante e che evita problemi seri. L’effetto del caldo umido di questi giorni nella Grande Mela è stata una serie di ritiri importante, per un primo turno Slam: nove in totale, che su 64 partite rappresentano quasi il 15 per cento. Roba da guinness dei primati.

 

WAWRINKA BATTE DIMITROV

In tutto questo, i migliori non hanno patito più di tanto. Anzi, a volte dai problemi dei rivali hanno pure tratto vantaggio. È il caso di Rafa Nadal, che è rimasto in campo solo un set e mezzo per la sfida interrotta con David Ferrer, al saluto finale prima di appendere la racchetta al chiodo. Tutto semplice anche per Roger Federer, che contro il giapponese Nishioka ha ceduto otto game in tre parziali. Mentre hanno dovuto sudare di più, in ogni senso, sia Novak Djokovic contro Marton Fucsovics, sia Andy Murray contro James Duckworth, entrambi a segno in quattro set dopo essersi trovati in una posizione decisamente scomoda nel terzo. Di sorprese vere non ce ne sono state, perché tale non è la sconfitta di Grigor Dimitrov contro uno Stan Wawrinka ormai del tutto rigenerato, e probabilmente pronto per rispolverare il suo ruolo di mina vagante nei Major.

 

FUORI LA HALEP

La notizia dei primi due giorni di torneo arriva invece dal tabellone femminile, dove per la prima volta nella storia dell’evento newyorchese, una numero 1 del seeding ha salutato la compagnia all’esordio. Simona Halep non aveva mai avuto un bel rapporto con l’evento americano, ma da qui a cedere al primo turno ce ne passa. A darle una spinta verso il rientro anticipato a casa, l’estone Kaia Kanepi, ragazzona che tira fortissimo ma che in carriera raramente è riuscita a esprimere tutto il suo potenziale. Per trovare fiducia, quest’anno la 33enne di Tallinn è andata a giocare (e a vincere) anche un Itf, il 60 mila dollari di Brescia. Poi è salita in classifica e adesso col suo tennis pesante può essere uno spauracchio per molte, a patto che il fisico non la tradisca. In quella sezione di tabellone, intanto, non possono che gioire le sorelle Williams: Serena e Venus hanno un’avversaria pericolosa in meno.

 

ITALIANI IN ALTALENA

Gli italiani, infine. Che hanno vissuto due giornate decisamente diverse. La prima estremamente positiva, con le vittorie contro pronostico di Paolo Lorenzi su Kyle Edmund e del lucky loser Lorenzo Sonego su Gilles Muller, a mitigare la piccola delusione per l’uscita di scena di Matteo Berrettini. Con il corollario di Andreas Seppi che raccoglieva i cocci di Querrey e di Camila Giorgi brava a tenere a bada l’esuberanza della 16enne Osuigwe. A seguire, un martedì nel quale si è salvato solo Fabio Fognini, a segno sul giovane Mmoh, mentre Travaglia era in preda ai crampi (“e vedevo tra palline invece di una”, ha spiegato), Cecchinato dimostrava una volta di più di essere allergico al cemento e Gaio non poteva far altro che inchinarsi a Goffin, pur al termine di una partita di tutto rispetto, conclusa pure con qualche rimpianto.