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REDUCI DI FINE STAGIONE

Pubblicato il 13 ottobre 2016

Roger Federer out fino alla fine della stagione. E passi, lo si sapeva. Rafael Nadal che dopo la sconfitta con Troicki a Shanghai ammette di non saper dare conferme per il suo programma da qui al mese prossimo. Milos Raonic che cede a Jack Sock e si porta sulle spalle i problemi fisici accusati di recente. Senza contare Novak Djokovic, che tra piede e gomito non è esattamente sereno. Ma va avanti comunque e – almeno lui – vince. Il panorama del tennis di vertice a poche settimane dalle Atp Finals di Londra è molto simile a un bollettino di guerra. Come capita ormai da diverse stagioni a questa parte, sul finire dell'anno, malgrado le star si siano abituate a gestire il calendario in modo da non sovraccaricare il proprio fisico: 14 tornei Djokovic e Murray, 16 Nadal, 17 Wawrinka.

Eppure l'autunno arriva sempre carico di acciacchi, con i tornei asiatici che sono i primi a risentirne. Perché in fondo chi si è già qualificato per l'evento londinese non vuole mettere a rischio la sua partecipazione, mentre tra gli altri c'è sempre chi incappa in una giornata nera, o chi pensa già alla stagione successiva. Per esempio Nick Kyrgios, che ancora una volta è riuscito a far parlare di sé in negativo, dopo la pessima prestazione contro Misha Zverev, il fratello più grande della futura star Alexander. Che l'aussie non fosse un modello di continuità lo si sapeva; che potesse regalare partite intere facendosi pure richiamare dall'arbitro per scarso impegno, era meno previsto. Forse anche dal diretto interessato, che poi ha cercato di rimediare scusandosi via Twitter con tifosi e spettatori. Una brutta pagina da cancellare presto.

Al momento i qualificati per Londra sono Djokovic, Murray, Wawrinka, Raonic e Nishikori, ma pure il giapponese (che ha saltato Shanghai) non è al meglio per un problema fisico. Gael Monfils è tranquillo mentre Nadal e Thiem sarebbero i due più a rischio. Sarebbero, appunto, perché in realtà quelli dietro di loro non stanno ottenendo quei risultati che servirebbero per proporsi come alternative valide. Parliamo di Tomas Berdych, ma pure di Marin Cilic, appena davanti a Goffin. Mentre Pouille, che è alle spalle di Federer e Kyrgios, appare davvero troppo lontano con i suoi 2000 punti. Avrebbe avuto bisogno, il talento francese, di un'impresa contro Murray in Cina, invece il britannico non gli ha lasciato spazio, travolgendolo in due set e proponendosi come l'uomo più in forma – e pure con certo margine – del momento.

Tra lo scozzese e Novak Djokovic, nella 'race', ci sono poco meno di 1600 punti. Distanza non incolmabile ma nemmeno così misera, considerato che non si vedono potenziali terzi incomodi, nel caso i due dominatori della stagione si facciano trovare in condizioni dignitose al rush finale. E considerato soprattutto che ormai, di tornei in grado di far fare ad Andy il salto in vetta, ce ne sono pochi: Parigi Bercy e, appunto, le Atp Finals. Nole deve difendere (comprendendo Shanghai) tre successi, per un totale di 3.300 punti, mentre Murray ha molte meno cambiali: 1160 punti in totale. Questo, forse, potrebbe aiutare l'inseguitore di turno, ma è difficile pensare che uno come Djokovic si faccia schiacciare dalla pressione per una situazione che in fondo ha già vissuto tante volte. Di certo però quel numero 1, finora sempre sfuggito allo scozzese, non è mai stato così alla sua portata.