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Il Re è vivo, viva il Re

Pubblicato il 11 maggio 2016

Il ragazzino si farà, perché ha tutto per sfondare. Il tennis, la testa, il fisico, la velocità di piedi di uno spagnolo, la precisione tedesca e il gioco brillante di un tipico prodotto dell'Est.

Però, per adesso, il Re non abdica.

Zverev-Federer era atteso come il match clou del mercoledì agli Internazionali BNL d'Italia. Non solo perché in campo c'era il 'Migliore di sempre', ma pure perché dall'altra parte si presentava un talento doc, pronto a interrompere subito la sua corsa.

Invece Roger, dato in dubbio fino a poche ore prima del confronto, è parso fin dal principio molto tranquillo, con la chiara intenzione di mettere la sfida sul piano a lui più congeniale. Così ecco le palle corte a spezzare subito il ritmo, così ecco gli attacchi e le chiusure a rete per evitare di infilarsi in palleggi prolungati. Il giovane Sascha, che per idolo ha proprio Roger, non ci ha capito molto, frenato da una tensione decisamente comprensibile. Ha cominciato a sbagliare più del solito, ha perso fiducia, è andato in confusione. E Lo svizzero ha capito tutto, accelerando la conclusione di un primo set mai in dubbio. Mentre nel secondo l'equilibrio è stato rotto due volte, sull'1-1 (ma Zverev ha recuperato subito) e poi sul 5-5, con il break che ha chiuso il confronto.

Così bisogna rimandare Zverev, ma non bocciarlo. Perché sì, per la prima volta da un po' di tempo a questa parte non ha mostrato progressi significativi, ma il suo avversario e tutta la leggenda che porta con sé, giustifica una giornata negativa. Intanto, Roma si gode il più amato dal pubblico. L'unico che unisce tutti, l'unico che sa riempire il Centrale a mezzogiorno. E che in un'ora e 27 minuti di gran tennis ha ricacciato al mittente i tanti dubbi della vigilia. Il Re non abdica, viva il Re.