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Nole c’è

Pubblicato il 10 maggio 2016

Prima la preparazione fisica con una palla zavorrata. Poi in campo per il primo allenamento romano: piedi costantemente piantati sulla linea di fondocampo e intensità che cresce fino a raggiungere il massimo nel giro di pochi minuti. Dall'altra parte della rete Marco Cecchinato tiene ma con una certa fatica, mentre Nole Djokovic ha lo sguardo fisso sulla palla e la concentrazione di chi non sente nulla attorno a lui, malgrado la curiosità e il tifo dei tanti appassionati accorsi per vederlo. A bordo campo ci sono i due coach Marian Vajda e Boris Becker, che parlano tra loro, si confrontano con lui, cercano di capire a che punto è la condizione del loro pupillo, dopo lo scivolone di Monte-Carlo e la vittoria sofferta in finale a Madrid.

L'impressione è notevole. Nole c'è e sembra davvero tirato a lucido più che mai, sia sotto il profilo atletico (mai stato così asciutto), sia sotto quello tecnico. Il confronto degli allenamenti dei big, per quello che vale, lo vince lui, per distacco. “Non vedo Roma come una preparazione per il Roland Garros – sottolinea Novak in conferenza stampa – e credo che tornei come questo meritino rispetto per quello che sono. I giovani? Arriveranno anche loro, perché la mia generazione non è eterna, e ci sono talenti che potrebbero sbocciare presto, come Zverev e Thiem”. La notizia della fine del rapporto tra Murray e Mauresmo è una buona occasione per parlare del team che circonda i giocatori. “Per noi – spiega Djokovic – sono una seconda famiglia, persone con le quali non soltanto lavoriamo, ma che ci accompagnano anche in chiacchierate sulla vita extra tennis. Avere al fianco gente come Boris Becker, poi, è una grande opportunità, perché ha giocato tutti i grandi tornei e ha vinto qualsiasi cosa.

La difficoltà per loro sta nel conciliare la vita di ogni giorno e la famiglia con questo mestiere che ti porta fuori casa così tante settimane all'anno”. L'esordio romano per Nole, mercoledì sul Centrale, sarà contro il francese Stephane Robert, 35enne francese che ha 15 anni di esperienza nel circuito, e che nonostante il buon periodo di forma non dovrebbe essere un test così probante. Poi, più avanti, ci sarà da pensare a Rafa Nadal, in una sfida dei quarti che potrebbe pure rappresentare una sorta di finale anticipata.