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LE SETTE VITE DI MARTINA

Pubblicato il 11 febbraio 2015

Un sogno che passa necessariamente da una necessità: tornare a difendere i colori della Svizzera, la sua patria. Martina Hingis e Roger Federer hanno molte cose in comune, e non solo il passaporto Made in Swiss. Ex numeri uno al mondo, vincenti, con una voglia matta di conquistare l’oro olimpico di Rio de Janeiro del prossimo anno. Le strade per raggiungere il gradino più alto del podio sono però differenti.

 

Mister 17 Slam in carriera ha ritrovato una seconda giovinezza con Stefan Edberg. Nonostante la sconfitta per mano del nostro Andreas Seppi a Melbourne, il suo avvicinamento alla conquista del Brasile passa attraverso la costanza di rendimento offerta nell’ultimo anno tennistico, stagione nella quale l’ha visto tornare a lottare in finale per vincere il suo ottavo Wimbledon. Non solo, grazie al compagno di squadra StanWawrinka ha permesso alla sua nazionale di vincere per la prima volta l’insalatiera della Coppa Davis.

 

Ben diverso è il caso della sua connazionale Martina Hingis. La ragazza di Kosice, slovacca naturalizzata svizzera, sfiorò nel 1997 il Grande Slam in singolare. Vinse in Australia, a Wimbledon e a New York. La festa per l’annata magica fu rovinata in finale al Roland Garros da Iva Majoli, vittoria, non ce ne voglia la giocatrice croata, condizionata più dalle condizioni fisiche precarie della svizzera (per i postumi di una caduta da cavallo) piuttosto che dal tennis espresso dalla sua avversaria.

 

Martina divenne la più giovane numero uno al mondo della classifica WTA, posizione che ricoprì per oltre 200 settimane dal 1997 al 2001. Poi, due anni dopo, il sorprendente ritiro dalle competizioni per  alcuni problemi fisici. La sua naturale voglia di essere la migliore e non cadere nell’anonimato la indussero a dire basta.

Quello che per molti era un addio si trasformò in un arrivederci: tornò nel circuito nel 2006, raggiungendo i quarti di finale nel singolare dell’Australian Open e vincendo il doppio misto in coppia con l'indiano Mahesh Bhupathi. A maggio vinse gli Internazionali d’Italia con una rimonta clamorosa su Venus Williams.

 

Nel 2007 il suo secondo ritiro nonostante il ritorno stabile tra le top ten. Una macchia indelebile compare però sul volto pulito della svizzera dopo Wimbledon: la positività alla cocaina. Martina nega ogni responsabilità, la Federazione Internazionale conferma la sentenza anche dopo i secondi controlli. Squalifica fino al 2009 e cancellazione di tutti i punti accumulati.

 

Addio definitivo? Nemmeno per sogno. Rientra nel 2013 nel circuito, ritorna alla vittoria l’anno successivo a Miami in coppia con la tedesca Lisicki e raggiunge la finale dell’US Open insieme alla nostra Flavia Pennetta. Lo scorso gennaio, insieme a “Mr.Mixed Doubles” Leander Paes conquista il suo nono Australian Open.

Ora la voglia di tornare in Fed Cup, anche per necessità. La Svizzera ha vinto la sfida contro la Svezia, senza Martina, ed affronterà la Polonia nei play-off di aprile. Renè Stammbach, padre della Federazione elvetica, e Heinz Guenthardt, allenatore di Bencic&Co., daranno il loro benestare? Senza convocazioni in Fed Cup la Hingis non può ambire a una partecipazione olimpica.

È ancora presto per dirlo, ma un doppio misto Federer-Hingis, magari coronato dall’oro, non sarebbe la conclusione perfetta di due carriere prestigiose?

Photo credit: 460999930/GettyImages