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LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI

Pubblicato il 23 gennaio 2015

“Will man beim Spiel gewinnen, soll man an Erdäpfel oder an ‘Krahstütz’ in der Tasche tragen”. 
Questo lontano proverbio altoatesino potrebbe essere stata la chiave di volta della splendida vittoria di Andreas Seppi sul numero 2 del mondo, SirRoger Federer. Tradotto dal tedesco le parole recitano così: “Chi vuole vincere al gioco deve portare in tasca una patata o una zampa di pollo”.

Il nativo di Bolzano, nei suoi pantaloncini blu scuro, nascondeva un tubero della regione più a Nord d’Italia? Il biondo trentenne non sembra certo uno scaramantico, eppure avrà pensato anche a un modo curioso per sfatare il mito di Federer. Sì, perché nelle precedenti dieci occasioni in cui i due si sono incrociati, l’italiano aveva racimolato solo un set, nulla di più. 

Numeri che diventano ancora più impressionati se guardiamo ad altre statistiche: mai nessun italiano aveva sconfitto il campione di Basilea in uno Slam; nelle ultime 11 partecipazioni sul cemento di Melbourne, Federer aveva sempre raggiunto almeno le semifinali, l’ultima sconfitta così presto nel 2003 contro Nalbandian negli ottavi. Solo quattro connazionali di Andreas era riusciti a battere Sua Maestà: Volandri nella storica semifinale di Roma del 2007, Gaudenzi, Sanguinetti e Pozzi negli anni d’esordio. Poi nessun altro.

Seppi accede così alla seconda settimana del primo Slam dell’anno come due anni fa, quando fu battuto agli ottavi dal francese Jeremy Chardy, dopo essersi imposto sul più quotato Marin Cilic nel turno precedente. L’obiettivo ora è quello di eguagliare Cristiano Caratti. Il tennista di Acqui Terme arrivò fino ai quarti di finale nel lontanissimo 1991, battuto da Patrik McEnroe, fratello di John, nell’edizione poi vinta da Boris Becker in finale contro Ivan Lendl.
Il prossimo ostacolo di Andreas si chiama Nick Kyrgios, il talentino Made in Australia. “Un’altra partita con il pubblico contro – ha detto Seppi nel post gara – è normale che sia così. Ho battuto Federer, sono felicissimo, ha saputo dominare le emozioni e giocare un gran tennis. Ma non ho mica vinto il torneo! Il prossimo avversario sarà ancor più difficile perché dopo questo risultato aumenteranno le pressioni”. Vero, parola per parola.

E che dice Roger, apparso in ottima forma solo qualche settimana fa quando raggiunse le 1.000 vittorie in carriera? Già organizzatori e sponsor si pregustavano una partita sul centrale tra il baby Nick e il grande Federer, invece si troveranno Seppi (per fortuna per noi). “Già prima del match ho capito che non sarebbe stata una giornata semplice – ha dichiarato dopo la sconfitta – speravo fosse solo una di quelle sensazioni che a volte si hanno, ma che non sono del tutto vere e che poi, una volta in campo, si gioca come sempre. Era un errore. Conosco le qualità di Seppi e so che può giocare molto bene. Ero consapevole della sfida che dovevo affrontare ed ero preparato mentalmente, ma non sono riuscito a esprimere il mio miglior tennis. E sicuramente parte in causa è stato Andreas, che ha giocato molto bene”. Lucida analisi, come sempre.

“Non ho mai avuto la giusta fluidità. Forse sono arrivato al top della forma qualche settimana prima del previsto. Peccato, mi spiace lasciare così presto”. Non spiace solo a lui, ma anche ai tanti tifosi del Melbourne Park.

Ora per Seppi e il suo team (coach Massimo Sartori) lo scoglio più difficile: continuare a sorprendere. Magari sempre con una patata nella tasca dei pantaloncini.

Photo credits: shutterstock.com