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NELLA SCIA DEL MIGLIORE

Pubblicato il 8 ottobre 2013

Enhorabuena” è un termine spagnolo che si utilizza per congratularsi con qualcuno. Si scrive in un’unica parola, da leggere senza prendere fiato. 

In tanti hanno espresso la loro “enhorabuena” a Rafael Nadal per il suo ritorno al vertice della classifica maschile ATP. Molti a parole, uno con i fatti, a modo suo: Novak Djokovic. Se infatti la finale di Pechino rappresentava una mera formalità per il ritorno da numero 1 del maiorchino, l’ex detentore del trono ha voluto congratularsi in un modo speciale. Battendolo sul campo.

Andiamo con ordine, partendo dal finale. Anzi, dalla finale. Nella capitale del Dragone Nole ha battuto con facilità il mancino di Manacor per 6-3, 6-4 in poco meno di un’ora e mezza. Per Rafa è la prima sconfitta sul cemento della stagione (la 4ª in assoluto nel 2013) dopo 26 vittorie consecutive. Ironia del caso, Nole vince il suo 4º titolo dell’anno – il 38º in assoluto – a quasi sei mesi di distanza dal trionfo sul rosso di Montecarlo. Contro chi? Nadal, ovviamente.

Che Pechino sorrida al ragazzo di Belgrado non c’è dubbio. È la sua quarta vittoria al China Open su quattro altrettante partecipazioni. Venti vittorie e nessuna sconfitta. Diciamo una seconda casa. 

Sul cemento blu Nole ha voluto salutare e felicitarsi con Rafa per la sua grandissima annata. Pensiamo (veramente) che sia felice per il ritorno nel circuito del ragazzo con la bandana e siamo altrettanti sicuri che averlo battuto gli dia ancora più carica. Essere il numero 1 dà grandi soddisfazioni oltre che numerose partnership commerciali ma, da uomo di sport, essere superati può dare nuovi stimoli. Pensate a un GP di motociclismo, magari uno del passato in cui Valentino Rossi dimostrava al mondo di essere il più grande di sempre. In alcuni circuiti lasciava passare l’avversario di turno – Gibernau, Biaggi o Stoner – per studiare le traiettorie, la strategia, lo stato di forma. In molti casi, qualche curva prima del traguardo, infilava un sorpasso da antologia e giungeva impennando davanti ai box. Bene, Nole è stato superato da Rafa. Si metterà dietro la sua scia e non lo mollerà un attimo, ne siamo sicuri.

Dall’altra parte del Mare di Cina, sulle sponde giapponesi, andava in scena la guerra dei giganti: Juan Martín Del Potro contro una delle rivelazioni dell’anno, il canadese Milos Raonic. Una partita (?!) giocata tutta al servizio. Entrambi hanno chiuso l’incontro con oltre il 70% di prime palle, un solo break e tanti bolidi. Lo sconfitto, Raonic, ha perso una sola volta il servizio in tutto il torneo ma tanto è bastato per uscire a capo chino. Per l’argentino Del Potro la vittoria a Tokyo vale come 16º titolo in carriera (14 dei quali sul cemento), il terzo in stagione dopo Rotterdam e Washington, oltre alla quinta posizione in graduatoria mondiale, spodestando Sir Roger Federer di un gradino.

Lo svizzero lo ritroveremo in Cina, ai nastri di partenza – con tutti i migliori – nel Master 1000 di Shanghai. È nella parte del tabellone con Novak Djokovic ma ipotizzare un quarto con l’ex numero uno è ancora prematuro vista la stagione dello svizzero. Le secondo linee o gli eliminati illustri abbandoneranno l’Oriente con destinazione Mosca. Sotto le luci del Cremlino ci sarà anche il nostro Andreas Seppi.

Ah, Rafa, quasi ci dimenticavamo: ¡Enhorabuena!