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Con Rune e Ruud, a Parigi soffia il vento del nord

Pubblicato il 30 maggio 2022

Holger Rune elimina Stefanos Tsitsipas centrando i primi quarti in carriera in uno Slam. Casper Ruud lo imita, confermando di essere uno dei migliori sul rosso. Ora si affronteranno in una sfida che potrebbe cambiare la carriera di entrambi.

Quando Stefanos Tsitsipas è andato avanti di un break all’inizio del match che lo opponeva a Holger Rune, è sembrata eccessiva – almeno per qualche minuto – tutta quella preoccupazione che aveva avvolto il greco prima della sfida, dai tifosi al suo staff. Invece poi, dall’1-3, il danese si è svegliato, è entrato in partita e non ne è più uscito, fino a quando è andato a stringere la mano al suo avversario. Da vincitore.

Ad attendere il promosso tra i due, c’era già pronto Casper Ruud, il norvegese che ormai ha dimostrato di poter vincere un po’ dappertutto, ma che sulla terra battuta del Roland Garros di Parigi sta confermando qualità di resistenza e di solidità con pochi eguali nel Tour. Insomma, un danese e un norvegese si giocheranno un posto in semifinale in uno degli eventi più prestigiosi del circuito, lo Slam sul rosso. E chiunque dei due vinca, porterà se stesso e un intero Paese in una nuova dimensione: mai, il vento del nord ha soffiato così forte su Parigi.

SORPRESA RUNE, TSITSIPAS AL TAPPETO

Holger Rune è stato il vero protagonista di giornata. Perché, in fondo, che Ruud battesse Hubert Hurkacz se lo attendevano un po’ tutti. Che Rune eliminasse Tsitsipas, decisamente meno. “Holger ha dimostrato di essere un ottimo giocatore – ha detto il greco – e soprattutto di saper gestire al meglio le proprie emozioni. Lui è un ragazzo emotivo, è evidente. Ma stavolta è stato più bravo di me in ogni settore, compreso il controllo della tensione”.

A Stefanos non va giù, tuttavia, il modo in cui ha perduto questo incontro. “Da qualche giorno sono nervoso, non riesco a esprimermi – ha detto – e non so esattamente cosa fare per eliminare questo problema. È stato un match strano: certo, lui gioca benissimo, vedete tutti che ha un rovescio efficace, ma ho avuto l’impressione che avrei potuto fare molto meglio e forse la prossima volta sarà diverso”. Già, sarà diverso. Il fatto è che in questo momento ad andare avanti è Rune. E Tsitsipas si ritrova aggrovigliato sulle proprie domande.

NORVEGIA PER LA PRIMA VOLTA NEI QUARTI

Nel frattempo anche la Norvegia può esultare. Nessuno, nel Paese scandinavo, aveva mai raggiunto un quarto di finale in uno Slam maschile. Dove non era arrivato nemmeno papà Christian Ruud (fermatosi agli ottavi in Australia e un turno prima a Parigi), ce l’ha fatta dunque il figlio Casper. Senza peraltro nemmeno fare troppa fatica. “So che per me e per tutta la Norvegia – dice Ruud Junior – questo è un nuovo punto di approdo e allo stesso tempo di ripartenza. È un momento importante, ma ci penserò davvero solo quando il mio torneo sarà finito”.

Intanto, Casper ha tutta l’aria di chi non si accontenta: e né Rune, né gli altri giocatori rimasti nella parte bassa del draw, sono fuori dalla sua portata, almeno sul rosso: “Il primo obiettivo della mia carriera era questo che ho raggiunto, i quarti di uno Slam. Ma poi devi fissartene altri, e allora adesso l’obiettivo diventano le semifinali. Ho già raggiunto la finale in un 1000 e in fondo gli avversari sono gli stessi. Nei Major si gioca tre su cinque, ma mi sento di dire che questo potrebbe persino darmi un vantaggio”.

RUUD FAVORITO PER LA FINALE?

In effetti la lunga distanza glielo ha dato, questo vantaggio, nella partita vinta contro Lorenzo Sonego, che era andato avanti per due set a uno prima di subire la rimonta del norvegese. Contro Hurkacz, invece, sono bastati quattro parziali. E adesso Rune sarà un altro test significativo sulla strada che porta a un eventuale ultimo atto. Il fatto che nella sezione superiore del draw ci siano Novak Djokovic, Rafael Nadal e Carlos Alcaraz, potrebbe giocare a suo favore. Se, come probabile, chi arriverà in finale nella sezione superiore sarà particolarmente affaticato per le sfide precedenti, potrebbe approfittarne chi emergerà dalla parte bassa del tabellone. Non c’è niente di semplice né di scontato, ma è evidente che Ruud ci creda parecchio.

A dare ancora più senso alle sue ambizioni, ci sono dei numeri da primo della classe. Nelle ultime 52 settimane, Casper ha vinto sette tornei, da Ginevra 2021 a Ginevra 2022, passando per Bastad, Gstaad, Kitzbuhel, San Diego e Buenos Aires. Nel complesso, sei trionfi sul mattone tritato e uno sul duro, dove però c’è anche da segnalare la finale nel 1000 di Miami.

CASPER, RAFA, TONI E L’ACADEMY DI MANACOR

Ci sono già tre precedenti tra Ruud e Rune, tutti terminati in favore del numero 8 del mondo. Ma con l’ultima sfida, a Monte-Carlo poche settimane fa, chiusa in lotta furibonda. Mentre volendo spingersi più avanti, il norvegese è sotto 0-5 con la coppia formata da Alcaraz (0-2) e Djokovic (0-3). Curiosamente, lo scandinavo non ha mai affrontato in una sfida ufficiale Rafael Nadal, col quale condivide spesso gli allenamenti nell’Academy di Manacor. Quando ci entrò per la prima volta, in quell’accademia, Ruud era numero 143 del mondo. Oggi è un top 10 e se è arrivato lassù gran parte del merito è anche dei Nadal: Rafa e Toni.

“Nel 2019 a Parigi – ha spiegato lo zio di Rafa – Casper stava giocando contro Roger Federer. Quando terminarono il match, mi avvicinai a Roger per chiedergli cosa ne pensava. Mi disse che il suo avversario sarebbe diventato uno dei migliori del circuito”. Lo stesso Rafa, più volte, ha elogiato il norvegese: “Ha un diritto straordinario e ha qualcosa di speciale. Sulla terra è già un giocatore formidabile”. Si dovessero incontrare davvero, tornerebbe di moda il tormentone che ha animato il pre-partita di Nadal-Auger Aliassime. Stavolta forse in forma ancora più eclatante, visto che Ruud – fatto salvo il lavoro con papà Christian – è il migliore prodotto mai sfornato dell’Academy di Manacor.