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Da Roma a Torino, Italia centro del mondo

Pubblicato il 13 aprile 2021

Mentre l’entry list degli Internazionali BNL d’Italia viene resa ufficiale (ci sono tutti, tranne Federer), arriva la notizia che Torino, oltre alle Atp Finals, ospiterà pure due gironi e un quarto delle finali di Coppa Davis. Mai, in passato, il nostro Paese ha avuto una tale abbondanza di eventi di alto livello.

L’entry list maschile degli Internazionali BNL d’Italia di Roma ha sancito che al Foro Italico, anche nel 2021, ci sarà il meglio del tennis mondiale, con l’unica eccezione di Roger Federer. Lo svizzero, che aveva provato il rientro a Doha prima di fermarsi nuovamente, da tempo ormai lascia la stagione su terra in secondo piano, e non era certo questo l’anno buono per sperare di rivederlo sul rosso, almeno prima del Roland Garros. Fatta la premessa-omaggio al fenomeno di Basilea, va sottolineato invece che tutti gli altri, all’ombra del Colosseo, ci saranno: parliamo di Rafael Nadal e Novak Djokovic, di Daniil Medvedev e Dominic Thiem, e ovviamente di una folta pattuglia tricolore. Gli azzurri direttamente in tabellone sono già quattro (Berrettini, Fognini, Sinner e Sonego) ma si attendono le wild card e le qualificazioni per aumentare il contingente italico.

GLI INTERNAZIONALI RESISTONO

L’edizione numero 78 del Masters 1000 della Capitale (dal 9 al 16 maggio, data confermata nonostante il rinvio di una settimana del Roland Garros) sarà la seconda al tempo della pandemia. E se adesso è difficile ipotizzare quella che sarà la situazione epidemiologica in Italia fra circa un mese, va messo in evidenza che in ogni caso gli Internazionali sono stati fra i pochissimi appuntamenti a non intaccare il loro albo d’oro con una striscia vuota. Pur nelle difficoltà di un 2020 che ha fermato il circuito per cinque mesi, costringendo all’annullamento persino Wimbledon e diversi ‘1000’, Roma ha resistito spostandosi a settembre e mandando in scena comunque il torneo, vinto poi da Novak Djokovic in finale su Diego Schwartzman. Quest’anno, mentre almeno in parte cominciamo a vedere la luce in fondo al tunnel, si rimane invece nella splendida primavera mediterranea. Una primavera che è anche metafora di un movimento capace di fiorire come mai in passato.

LA DAVIS A TORINO

Se i giocatori stanno facendo in pieno la loro parte, con dieci top 100, un top 10 (Matteo Berrettini) e il leader della Race to Milan (Jannik Sinner), ugualmente l’Italia si sta dimostrando il centro del mondo sotto il profilo organizzativo. Se Roma e gli Internazionali BNL sono una certezza, se Milano aveva già ripreso il suo spazio nel circuito con le Next Gen Atp Finals, dal 2021 anche Torino entrerà a far parte di questo straordinario Rinascimento tricolore. Perché oltre alle Atp Finals in calendario dal 14 al 21 novembre, in Piemonte si giocherà pure la Coppa Davis: precisamente, i match di due dei sei gironi delle finali (compreso ovviamente quello dell’Italia) e un incontro dei quarti. Torino, insieme alla città austriaca di Innsbruck, si affianca dunque a Madrid (dove andranno in scena semifinali e finale), per cercare di correggere in corsa una formula fortemente voluta dall’Itf e che tuttavia proprio nella Capitale spagnola, due anni fa, aveva mostrato alcune criticità.

GLI ALTRI EVENTI

Roma, Milano, Torino: un asse che sostiene un impegno mai visto in questi termini nel nostro Paese. Tre eventi che avranno il compito di trascinare ulteriormente la crescita del tennis italiano, peraltro evidente anche da altri appuntamenti che oggi possiamo permetterci di lasciare come note a margine, ma che solo pochi anni fa sarebbero stati considerati un mezzo miracolo organizzativo. In tempi così difficili come quelli che stiamo vivendo, siamo riusciti a dare vita a un paio di tornei Atp 250 per tappare le falle di un calendario mondiale falcidiato dalla pandemia, con la Sardegna (Forte Village nel 2020, Tc Cagliari nel 2021) grande protagonista. Ma voci sempre più insistenti parlano già di un nuovo appuntamento sulla terra battuta a Parma, in vista del Roland Garros. E alla finestra ci sono altre città (Monza, per esempio, si era già candidata prima della pandemia), che questa straordinaria fame di tennis vogliono cercare di placarla fornendo agli appassionati manifestazioni ben preparate e con cast di livello. Abbiamo i giocatori, abbiamo i tornei: non resta che aspettare di liberarci dalla pandemia, per veder sbocciare completamente tutto il nostro enorme potenziale.