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Sinner e Trevisan, capolavori d’Italia

Pubblicato il 5 ottobre 2020

Jannik Sinner e Martina Trevisan hanno storie profondamente diverse e un destino comune in questo meraviglioso Roland Garros d’autunno. Hanno il sorriso genuino di chi col tennis si diverte e cerca di fare della propria vita un capolavoro. Nei quarti, quelli contro Rafael Nadal e Iga Swiatek saranno comunque due match da ricordare.

Due italiani nei quarti di finale nei due tabelloni principali del Roland Garros. Due italiani così diversi, Jannik Sinner e Martina Trevisan, eppure accomunati da un risultato che solo una settimana fa sembrava troppo grande per loro. Per un 19enne che ha talento da vendere sì, ma che sulla terra avrebbe potuto avere le armi spuntate al cospetto di chi è più abituato alle battaglie; e per una 26enne che, prima di quest’anno, i main draw dei Major li aveva visti solo in televisione. Invece è accaduto che entrambi hanno trovato nell’autunno parigino la forza e le armi per lottare con i migliori (e per batterli). Una forza tecnica e mentale, un approccio corretto anche nelle circostanze più scomode.

JANNIK TOP 50

Con questo risultato, Jannik Sinner è già sicuro di entrare nei top 50 Atp per la prima volta in carriera, ma chi lo conosce bene sa che questo dato gli importa il giusto, e che probabilmente la notizia è entrata e uscita dalla sua testa in un battito di ciglia. Come è già archiviata nel passato la vittoria su Alexander Zverev, quattro set magistrali per l’atteggiamento, prima che per un tennis di pressione in grado di mettere alle corde il finalista degli Us Open, costretto a remare da tre metri fuori dal campo. Il fatto che Zverev non stesse bene (in campo ha chiamato il medico dopo 5 game, in conferenza stampa ha detto di avere avuto la febbre) non sposta di una virgola l’impresa dell’altoatesino, perché in campo non c’è mai stato un segnale chiaro dei presunti problemi di Sascha. Lo stesso Sinner ha dichiarato di non essersene accorto, e caso mai ci sarebbe da spiegare (ma Zverev non ha voluto farlo) come mai in tempi di Covid-19 un tennista nelle sue condizioni sia sceso in campo senza denunciare il suo malessere. Meglio guardare dunque a quello che ha combinato Jannik, ordinato e chirurgico come nei suoi giorni migliori, capace di tirare servizio, diritto e rovescio talmente robusti da ridurre Zverev a un comprimario. Una cosa che in pochi, nel circuito, possono permettersi di fare.

MARTINA TOP 100

Sarà best ranking anche per Martina Trevisan, per la prima volta in carriera fra le top 100 Wta. Della storia della tennista fiorentina ormai si sa tutto. Si sa della sua anoressia, si sa dei tanti problemi che ha dovuto affrontare prima di sbocciare definitivamente, si sa dei 4 anni e mezzo senza tornei, quando faceva la maestra a Pontedera ed era già proiettata in una seconda vita lontano dalle competizioni. Quello che molti non sottolineano è che, grazie alla fiducia ritrovata e a un braccio finalmente sciolto, la toscana ha delle qualità in grado di rompere il ritmo a tante avversarie. Persino a personaggi come Maria Sakkari e Kiki Bertens, non esattamente le ultime arrivate: il diritto mancino con quel po’ di rotazione che alla lunga manda fuori dal campo (e fuori giri), un servizio assolutamente all’altezza malgrado l’altezza in centimetri sia tutt’altro che straordinaria, una serie di variazioni che sul rosso fanno la loro parte. Prima di Parigi, semplicemente, tutto questo bendidìo se ne stava nascosto in qualche angolo della sua testa insieme a una manciata di paure. Oggi viene mostrato con orgoglio al mondo senza alcun timore.

NADAL E SWIATEK, I PROSSIMI AVVERSARI

Tutto bellissimo, dunque. Ma non è finita. Sinner trova Rafael Nadal, fin qui una macchina da guerra: dieci game concessi a Gerasimov, quattro a McDonald, cinque a Travaglia, quattro a Korda. Rispetto a tutti loro, Jannik ha caratteristiche tali da poter in qualche modo far male allo spagnolo, ma forse la superficie lenta e umida di quest’anno potrebbe scavare un solco troppo grande da colmare. Bisognerà capire se all’avvio l’azzurro riuscirà a non perdere contatto, allora potrebbe esserci partita. Gli angoli di Rafa saranno il peggior incubo dell’allievo di Riccardo Piatti, che dovrà prendere molti rischi per cercare di non essere travolto. Di certo sarà il miglior test possibile per valutare il potenziale dell’azzurro, e c’è da giurare che basterà questo stimolo a renderlo impaziente di cominciare la sfida. Molto diversa la partita che attende Martina, di fronte non a Simona Halep come il tabellone suggeriva, bensì alla polacca Iga Swiatek. Per valutare i progressi di quest’ultima basta dire che nel 2019, sempre a Parigi e sempre negli ottavi, contro la rumena aveva raccolto un game, stavolta è stata lei a concederne tre. Swiatek e Trevisan, pur essendo diverse in molti aspetti, condividono un tennis pensato e vario, in rapporto alla maggioranza delle colleghe. La tensione di un’occasione tanto grande potrebbe fare la differenza da una parte o dall’altra, ma i precedenti (uno pari) e la logica dicono che potrebbe essere una partita aperta. Comunque vada, Jannik e Martina sono l’Italia migliore, l’Italia più bella. Sono il sorriso genuino di chi col tennis si diverte, si prende la propria vita e cerca di farne un capolavoro.