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Moschettieri 2.0

Pubblicato il 18 settembre 2020

L’ennesimo capolavoro di Lorenzo Musetti ci regala un tabellone con 4 italiani agli ottavi di finale, come non succedeva dal 1979. Adesso arrivano i momenti della verità. Tutti in campo, con Nadal, Djokovic, Sinner, Halep, Pliskova, Azarenka e il derby Berrettini-Travaglia.

Quattro giocatori italiani negli ottavi di finale del torneo di Roma mancavano dal 1979. I tempi di Barazzutti, Bertolucci, Ocleppo e Adriano Panatta. Ma quello di oggi non è un record eguagliato, è un record superato. Perché allora i quattro moschettieri dell’età d’oro del tennis italiano erano molto più grandi: Ocleppo 22 anni, Barazzutti 26, Bertolucci 28 e Panatta 29. Quelli di oggi, pronti a stupire ancora nelle fasi calde degli Internazionali BNL d’Italia, molti meno: Stefano Travaglia 28, Matteo Berrettini 24, Jannik Sinner 19 e Lorenzo Musetti addirittura 18. Sono moschettieri 2.0. L’ultimo, il toscano di Carrara allenato da Simone Tartarini, è anche diventato il più giovane dai tempi di Fabrice Santoro (1991) ad andare così avanti al Foro Italico. L’autorità con cui ci è riuscito, prima contro Wawrinka e poi contro Nishikori, fa anche più impressione dei risultati presi singolarmente. E non ci si ferma qua, perché uno tra Travaglia e Berrettini, di fronte nel derby, lo rivedremo sabato per i quarti. In quanto ai due teenager terribili – Sinner contro Dimitrov e Musetti contro il tedesco d’America Koepfer – hanno ormai abituato alle magie. Dunque, perché no?

 

IL MOMENTO DELLA VERITÀ

Di norma il venerdì nei tornei è il giorno dei quarti di finale. La pandemia che ha stravolto la stagione ha scompigliato anche le carte delle programmazioni settimanali. Con le finali degli Internazionali BNL d’Italia in calendario lunedì, il venerdì si giocano gli ottavi. Uno snodo cruciale per come si sono messe le cose in questi primi giorni, bollenti, di gare. Detto degli azzurri, ci sono Nadal, Djokovic, Halep, Pliskova, Azarenka. Chi più ne ha più ne metta: questo al Foro Italico è davvero il primissimo momento della verità, uno spartiacque importante nell’economia della settimana. Thanks God it’s Friday, come si dice nell’era dei Social.

 

FOGNINI FUORI MA FELICE… AL 99%

“Ho perso, quindi non posso essere contento al 100%. Humbert va avanti e io vado a casa, però mi porto dietro delle indicazioni positive da questa sconfitta”. Fabio Fognini ha giocato due set lunghi e punto a punto prima di cedere al 22enne francese n.42 Atp. “Sinceramente un terzo set me lo sarei pure meritato e ho una gran voglia e un gran bisogno di giocare”. Tanto che la prossima settimana il 33enne di Arma di Taggia tornerà in campo ad Amburgo prima di andare a Parigi per il Roland Garros. “A quel punto valuteremo con Barazzutti se proseguire in questo 2020 sul veloce o se prepararci direttamente per la prossima stagione”. Ugo invece resta e se la vedrà con il canadese Shapovalov.

 

RUUD, CHE PROFONDITÀ

Non si può dire che Lorenzo Sonego abbia giocato male, né che non ci abbia provato. Semplicemente il norvegese Casper Ruud, a tratti, si è rivelato ingiocabile. Solidissimo, sia al servizio che da fondocampo: da qui, con impressionante continuità, è riuscito a martellare sempre con diritto e rovescio a un ritmo e a una profondità tale per cui era difficile trovare contromosse efficaci per il 25enne torinese. Più discontinuo invece, Casper, quando si trattava di venire avanti e raccogliere i punti a rete. Il croato Marin Cilic, il suo prossimo avversario, potrebbe puntare forte sul servizio per minare le sue certezze dalla riga di fondo. Ma non è detto che contro questo Ruud possa bastare.

 

IMPLACABILE VIKA

Seizero-seizero è un risultato raro da vedere a questi livelli. Ancor più raro se a incassarlo è la campionessa in carica degli Australian Open Sofia Kenin. La 21enne statunitense ma nata a Mosca e n.5 Wta non ha praticamente visto la palla contro la bielorussa Victoria Azarenka, 31enne due volte vincitrice degli Australian Open e recentissima finalista a New York. La ricetta del doppio bagel? “Sono riuscita a tenere il livello alto dall’inizio alla fine senza mai cali di tensione”, parola di Vika. Il suo ottavo di finale adesso è privo di teste di serie (contro la qualificata russa Daria Kasatkina), ma va a incocciare in ottica “quarti” con quello tra la n.7 e la n.9 del seeding, rispettivamente Johanna Konta e Garbine Muguruza.

 

SHAPO, PASSAGGIO DI LIVELLO

Non si è dovuto dannare l’anima Denis Shapovalov per strappare il biglietto per gli ottavi di finale degli Internazionali BNL d’Italia. A dire il vero, però, il biondino canadese ha dovuto alzare un po’ l’asticella del suo tennis, perché per superare il qualificato spagnolo Pedro Martinez, 23enne numero 109 del ranking mondiale, il pilota automatico non sarebbe bastato. Prova ne sia il fatto che per arrivare al 2° turno, l’iberico si era sbarazzato dello yankee Sam Querrey. “Il lavoro che sto facendo con Mikhail Youzhny si sta rivelando fondamentale – ha detto Denis -. Lui mi capisce molto e sa che corde toccare per farmi diventare un giocatore migliore, più intelligente”. E più razionale, perché il talento e l’improvvisazione già ce li ha in faretra.