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Musetti, è quasi magia

Pubblicato il 16 settembre 2020

La vittoria di Lorenzo Musetti su Stan Wawrinka ha incantato e ha portato a 8 gli italiani al 2° turno degli Internazionali BNL d’Italia. Intanto c’è un’altra teenager che fa un passo importante, Coco Gauff. E adesso tocca a Djokovic e Nadal.

Magico sì, ma non soltanto. Perché nella vittoria di Lorenzo Musetti su Stan Wawrinka sul Centrale del Foro Italico c’è tanto lavoro, cervello, consapevolezza e pragmatismo. Nessun trucco. Anche se di giochi di prestigio con quella racchetta che manovra come una bacchetta magica il toscano ne ha fatti vedere diversi, stupendo a tratti anche un vecchio volpone come lo svizzero (n.17 Atp). Il 18enne di Carrara non avrebbe potuto scegliere meglio il modo per vincere il suo primo match in un torneo Atp, entrare nei primi 200 giocatori del mondo (adesso è n.249) e, contemporaneamente, nella storia del tennis italiano. Ci è riuscito poco più di 24 ore dopo essersi qualificato superando al terzo set e non senza patemi l’amico fraterno Giulio Zeppieri. Ora si è tolto lo sfizio di diventare pure il primo nato nel 2002 al mondo a vincere un match a livello Masters 1000.

FORZA 8

Contro lo svizzero, tre volte campione Slam, ha fatto vedere di avere le movenze, i gesti, il talento e la gestione del tempo e degli spazi del giocatore vero. Con la sua impresa ai danni dell’elvetico, che ha perso i primi otto game filati fino al 6-0 2-0, il toscano ha portato a otto il totale degli azzurri al secondo turno degli Internazionali BNL d’Italia. Non era mai successo nell’Era Open. Qualcosa di incredibile, certo. Un’incredulità quasi accennata in tribuna sui volti di Simone Tartarini, il coach di sempre, e di Umberto Rianna, il tecnico federale che lo segue insieme allo staff di Tirrenia. Un’incredulità che traspare anche dalle parole a caldo dello stesso Lorenzo, dopo aver disegnato un cuore con dedica per Roma sulle telecamere a bordo campo. “Ho giocato un primo set fantastico, forse anche Wawrinka non si aspettava una cosa così”.

SOLO UNA PARTITA

La favola è diventata solida realtà quando The Man s’è scrollato di dosso lo shock della prima ora abbondante. Allora è stata partita vera, su quella diagonale di rovesci a una mano che fa godere gli amanti del genere. Musetti non è mai andato in difficoltà su quella direttrice, in più ha messo insieme grande varietà di direzioni al servizio, velocità di palla, fase difensiva solidissima e pure qualche magia di tocco sotto forma di drop-shot. “Alla fine ho giocato un tie-break davvero eccellente: avevo molto coraggio e mi sono goduto ogni colpo. Da bambino venivo qui a vedere Federer, Nadal… lo stesso Wawrinka: non riesco ancora a credere a quello che ho fatto. Però in questi mesi sento che sto maturando e poi, attenzione, questa è solo una partita. Devo crescere ancora molto nel mio processo di maturazione. Il passaggio da junior a Pro è difficilissimo, devi essere pronto a prendere delle belle batoste, anche nei Challenger, e imparare da queste. So di avere ancora tanti punti deboli”. Ecco perché Lorenzo non è solo magia: è anche meravigliosa razionalità.

UN MERCOLEDÌ DA LEONI

Il mercoledì del Foro Italico è uno show nello show. Ci sono i due super big: Rafael Nadal contro il semifinalista degli Us Open Pablo Carreno Busta e Novak Djokovic contro Salvo Caruso. Ma ci sono pure due super-azzurri: Matteo Berrettini di fronte all’argentino Federico Coria e Jannik Sinner nella rivincita del 2° turno 2019 con Stefanos Tsitsipas. Non è finita: nel torneo femminile c’è Simona Halep, opposta alla wild card azzurra Jasmine Paolini, e c’è lo scontro di lusso tra Venus Williams e Victoria Azarenka, finalista a New York soltanto qualche giorno fa. Non servirebbe altro. E invece ci sono pure Coric, Travaglia, Goffin, Pliskova, Svitolina…

 

INEDITA GAUFF: PRIMO TORNEO ROSSO

Non aveva mai giocato un torneo Wta sulla terra rossa. Succede quando a 16 anni sei già proiettata nel mondo del tennis che conta, al n.53 del ranking femminile, ma devi ancora attraversare diverse tappe obbligate. Sta di fatto che il successo di Coco Gauff tra le statue di marmo dello Stadio Pietrangeli rischia di essere un passaggio significativo nella carriera della predestinata statunitense. Cori ha battuto Ons Jabeur, tunisina e numero 34 Wta, in due set non esaltanti ma comunque solidi. La settimana le si prospetta proibitiva, per via dell’incrocio con Garbine Muguruza negli ottavi di finale. Alla sua età, tutta esperienza.

 

CARUSO, PIÙ CHE SALVO

L’ha vinta col servizio e con la voglia di stare attaccato alla terra rosso del Foro Italico. Il siciliano Salvatore Caruso ha per la prima volta in carriera conquistato un match a livello Masters 1000 annullando un match point allo statunitense Tennys Sandgren. Non poteva scegliere location migliore per far fruttare i miglioramenti al servizio costruiti durante il lockdown. Adesso la sfida con Novak Djokovic, che lo attende al secondo turno, va vista più come un premio tutto da godersi piuttosto che come un amaro incrocio di tabellone.

 

SORPRESA KOEPFER, DE MINAUR A CASA

Ha ventisei anni ed è appena appena tra i Top 100 (97). Per questo di Dominik Koepfer si sa poco, perché è un habitué del circuito challenger che si è formato negli Stati Uniti passando per le sfide collegiali dell’NCAA. Sul Pietrangeli però si è preso il gusto di esorcizzare il ‘demone’ De Minaur. Alex, 21enne australiano, è uscito a sorpresa dal torneo di Roma irretito dai colpi rotondi (per gesti e traiettorie) del tedesco che ha studiato a New Orleans e che oggi vive a Tampa, in Florida. Koepfer, un solo guizzo a livello Slam (4° turno agli Us Open 2019), ora finisce tra le braccia di Gael Monfils, nello spicchio più alto del tabellone. Per tentare di sorprendere ancora.