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STAFFETTA AZZURRA

Pubblicato il 10 novembre 2019

Uno ha appena vinto le Next Gen Atp Finals di Milano, l’altro comincia la sua avventura nelle Finals dei grandi, quelle di Londra. Il filo che lega idealmente Jannik Sinner e Matteo Berrettini va oltre il Paese di provenienza. Coinvolge il loro carattere più profondo, la voglia di arrivare in alto con decisione ma senza arroganza. Mostra la faccia pulita di un’Italia del tennis che, al maschile, bella così non è stata mai.

L’ACCELERAZIONE DI SINNER

Al via delle Next Gen, Jannik era certamente l’uomo più atteso, ma questa vigilia così carica di attenzione non denotava, da parte di pubblico e addetti ai lavori, una uguale consapevolezza del suo valore. Si sperava potesse fare match pari con tutti, magari vincere una partita o due. Nessuno poteva prevedere il suo dominio. Le vittorie su Tiafoe e Ymer nel girone, quella su Kecmanovic in semi e quella su De Minaur in finale, valgono il suo primo titolo Atp, e poco importa che si tratti di un torneo con una formula diversa, sperimentale, con 8 giocatori invece dei canonici 32. Ciò che ha mostrato l’azzurro, in campo e fuori, non rimanda a nulla di già visto nel panorama tricolore. Sa di festa e di giustizia, per un movimento che da 40 anni aspettava i suoi nuovi campioni, dovendo poi sempre affidarsi ai campioni degli altri per tifare nelle finali Slam. I numeri dell’allievo di Riccardo Piatti parlano di un successo centrato a 18 anni e 3 mesi, di una classifica che non si muove (è numero 95) perché non c’erano punti in palio, ma di una leadership sul punto di diventare realtà tra gli Under 20 del circuito. Davanti a lui resta Felix Auger-Aliassime, che adesso è appena fuori dai 20 ma che all’età di Jannik era 108. Il canadese ha avuto un 2019 che lo ha portato a fare passi da gigante. Quelli che francamente, adesso, ci si attendono pure dall’azzurro.

ALL’ASSALTO DEI GIGANTI

Il testimone passa ora a Matteo Berrettini, impegnato fin da oggi a Londra per le Finals dei big. Un torneo che il romano si è meritato dopo una stagione d’oro, e che adesso si godrà a prescindere dall’esito di un girone clamorosamente complicato: Novak Djokovic, Roger Federer e Dominic Thiem sono gli avversari capitati in sorte, e anche solo portare a casa una vittoria avrebbe il sapore dell’impresa. In realtà, Matteo, Thiem lo ha già battuto di recente nei quarti del 1000 di Shanghai, ma ripetersi nel torneo dei maestri sarebbe ancora più importante. Con Djokovic e con Federer si punta a fare match pari il più a lungo possibile. Non possiamo pretendere la luna, anche perché Matteo è arrivato con poche energie al termine di un’annata che gli ha richiesto sforzi fisici e mentali enormi. Ma sappiamo che lo applaudiremo per ciò che saprà mostrarci in campo, a prescindere dall’esito dei match con i due fenomeni.

UGUALI E DIVERSI

Sinner e Berrettini sono uniti, oltre che dalla bandierina sul passaporto, da un atteggiamento sempre positivo, sempre rivolto al futuro. Un errore per loro non è mai un problema, non è mai un alibi. È sempre un punto di ripartenza, una lezione da imparare. Sinner e Berrettini hanno due coach – Riccardo Piatti e Vincenzo Santopadre – che pur con percorsi diversi condividono dei concetti comuni: il rispetto profondo di un mondo che conoscono come le loro tasche, di cui sanno a memoria tutte le trappole. Piatti per esserci passato con tanti altri campioni, da Ljubicic a Raonic, passando per Gasquet, Coric e via dicendo; Santopadre per esserci passato da giocatore, con una carriera che gli riservò pure un breve passaggio nei top 100. Jannik e Matteo però sono pure diversi. Tecnicamente, prima di tutto: esplosivo e naturale il primo, più costruito e ragionatore il secondo. Sinner con più rovescio, Berrettini con più variazioni e più gioco a rete. Sono diversi nell’età, i due italiani d’oro: cinque anni li separano, anche se i recenti progressi del giovane della Val Pusteria hanno quasi cancellato questo gap. A prescindere da chi dei due arriverà più in alto, da chi vincerà più titoli che contano, c’è già da essere orgogliosi di loro.