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FEDERER-NADAL? È GIÀ COMINCIATA

Pubblicato il 28 giugno 2019

Se ancora prima del sorteggio del tabellone di Wimbledon 2019, Rafael Nadal non aveva nascosto la sua irritazione per la promozione di Roger Federer a seconda testa di serie, chissà cosa penserà adesso lo spagnolo, trovandosi davanti un draw decisamente complicato, proprio a causa della decisione degli organizzatori. Mentre Roger comincerà la sua avventura londinese contro il sudafricano Harris (portato per la superficie, ma un po’ leggero), Rafa ha avuto in sorte il giapponese Sugita, che in realtà non dovrebbe rappresentare un grosso problema. È buttando lo sguardo oltre il primo round, però, che l’iberico storcerà il naso: Kyrgios in giornata può essere cliente durissimo per chiunque, e pure Tsonga o Tomic non sarebbero da prendere alla leggera, come del resto Denis Shapovalov. Intendiamoci, se l’iberico dovesse presentarsi in condizione, partirebbe ampiamente favorito con tutti questi, ma probabilmente il morale, in partenza, non sarà alle stelle. Soprattutto perché la metà del draw è proprio quella presidiata da Re Federer, e con Cilic come guastafeste. Mentre Kevin Anderson, numero 4, è finito nella parte alta insieme a Sascha Zverev.

INCOGNITA TSITSIPAS

Non sarà alle stelle nemmeno il morale di Novak Djokovic, subito opposto a un esperto dei prati come il tedesco Philipp Kohlschreiber. È andata ancora peggio, però, a Dominic Thiem, che rischia l’eliminazione all’esordio contro l’americano Sam Querrey. E non è andata certo bene agli italiani, che per la prima volta in 40 anni si presentano con un top 10, due teste di serie e qualche ambizione di arrivare almeno alla seconda settimana. Il sorteggio peggiore è capitato a Thomas Fabbiano, che sta facendo benissimo a Eastbourne, ma che a Wimbledon dovrà fare i miracoli per tenere testa a Stefanos Tsitsipas. Il greco non ha l’esperienza (e l’età) per avere una totale padronanza dell’erba, ma in termini di valore assoluto sono in pochi a potersi permettere di scendere in campo da favoriti contro di lui. Una fiammella di speranza per il pugliese c’è, ma bisognerà giocare la partita perfetta. Meritava miglior sorte, dopo aver superato le qualificazioni, il 31enne canturino Andrea Arnaboldi, che per la sua prima assoluta ai Championships avrà in regalo il gigante croato Ivo Karlovic, uno di quelli che nessuno vorrebbe incontrare sull’erba.

ITALIANI, POCA FORTUNA

Paolo Lorenzi (contro Daniil Medvedev) e Marco Cecchinato (contro Alex De Minaur, come lo scorso anno) partono sfavoriti ma non è certo a Wimbledon che possono andare a caccia di punti pesanti per il loro ranking. Mentre qualche speranza in più la nutre Salvatore Caruso, opposto a Gilles Simon che ha già perso dal siciliano a Parigi. Certo in questo caso i valori cambiano, ma la partita resta più aperta di quanto dica il ranking, anche in considerazione delle ottime qualificazioni giocate da ‘Salvo’. È andata decisamente meglio a Lorenzo Sonego (contro lo spagnolo Granollers) e ad Andreas Seppi (contro il cileno Jarry), il quale dovrà cercare di mettere fieno in cascina prima di fermarsi per la ormai consueta infiltrazione all’anca, che lo terrà lontano dai campi per oltre un mese. Infine, le nostre punte: Fabio Fognini troverà Frances Tiafoe, che può giocare bene ovunque ma non è uno specialista dell’erba; Matteo Berrettini farà il suo esordio contro il moldavo Radu Albot, che è un furetto adattabile a ogni superficie, ma che potrebbe patire il peso dei colpi del romano.

VENUS VS GAUFF, 24 ANNI DI GAP

Per chiudere il capitolo azzurri, le due ragazze: Giulia Gatto Monticone, qualificatasi per la seconda volta consecutiva in uno Slam, avrà il privilegio di incrociare la racchetta con Serena Williams, e al netto delle possibilità quasi nulle di passare, sarà comunque un premio per una carriera vissuta alla costante ricerca di un miglioramento. Ambizioni ben diverse per Camila Giorgi, che difende i quarti di finale dello scorso anno e comincia con una sfida insidiosa contro l’ucraina Yastremska (e vista su Naomi Osaka). Tabellone duro, ancor più in considerazione del fatto che la marchigiana d’Argentina è appena rientrata dopo un lungo stop per i problemi al polso. Come al solito, trovare una possibile vincitrice nel draw femminile è impresa da veggenti. Il match più curioso è quello ‘all american’ tra Venus Williams e Cori Gauff, 39 anni la prima e 15 la seconda, nata quattro anni dopo che Venus aveva vinto il suo primo Slam. Sulla carta, per quello che vale, sembra la sezione superiore quella più complessa: con la numero 1 Ashleigh Barty troviamo due ‘vecchie regine’ come Serena Williams e Maria Sharapova, ma anche Kerber, Muguruza, Bertens, Stephens e Kvitova.