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GIOVANI LEONI

Pubblicato il 26 febbraio 2019

Felix Auger Aliassime in finale a Rio De Janeiro, Atp 500. Jannik Sinner vincitore a Bergamo, Challenger 80. Tornei diversi, lontani tecnicamente, geograficamente e per importanza, ma accomunati da due talenti capaci di generare entusiasmo, prima ancora che speranze. Il canadese, figlio di un immigrato del Togo e di una insegnante del Québec, è stato il più giovane finalista di un torneo della categoria di mezzo del circuito maggiore. E pur nella sconfitta, di fronte a un Djere in settimana di grazia, ha mostrato un tennis incantevole, di cui ha fatto le spese pure Fabio Fognini. Sinner, altoatesino della Val Pusteria, ha messo in fila sei avversari (perché da quest’anno i Challenger ospitano tabelloni a 48) per arrivare al titolo di Bergamo, il primo conquistato da un giocatore classe 2001.

QUELLA VITTORIA A PORTO SAN GIORGIO

Felix è nato l’8 agosto (sì, come Re Roger) del 2000. Jannik un anno e 8 giorni più tardi, il 16 agosto 2001. Entrambi sotto il segno del Leone, per chi crede nello zodiaco e nelle sue profezie. Certo che due piccoli leoni, Felix e Jannik, stanno dimostrando di esserlo per davvero. Il canadese ha già attirato le attenzioni di Mr. Federer, che spesso si è allenato con lui e non ha risparmiato qualche consiglio. E adesso lui, Auger Aliassime, sta traducendo in risultati quello che si è sempre detto sul suo conto: qualità eccezionali al servizio di una macchina da tennis. In Italia passò per la prima volta sette anni fa: era il 2012 quando vinse il torneo internazionale Under 12 di Porto San Giorgio, una sorta di Slam dei piccoli. Chi ebbe la fortuna di vederlo allora, capì di avere di fronte qualcuno destinato a una carriera importante. Pur con tutte le incognite che riserva il tortuoso cammino di un adolescente alle prese col sogno di diventare pro.

DALLO SCI AL TENNIS

Sinner, per contro, a 12 anni era probabilmente impegnato a sciare da qualche parte nella sua Val Pusteria. Il tennis, almeno in termini di agonismo di alto livello, è arrivato solo più tardi. Ma è impressionante quello che, in pochi anni, il ragazzino dai capelli rossi è riuscito a costruirsi. Fondamentali che viaggiano a velocità importanti, servizio incisivo, testa pensante e carattere di ferro. Tutte qualità che a Bordighera, al Piatti Tennis Center, stanno coltivando giorno per giorno, per cercare di fare di Jannik quel professionista completo che può diventare. Il suo modello è Andreas Seppi, che a 35 anni ancora viaggia per il mondo in cerca di punti Atp e non si stacca mai dai primi 50 giocatori al mondo. Un bell’esempio, per avviare una carriera.

AMBIZIONI DA TOP 10

Felix e Jannik non hanno solo in comune di essere nati a pochi giorni di distanza, all’alba del nuovo Millennio. Quello che li accomuna in maniera ancora più decisa è l’ambizione, supportata dal talento, ma soprattutto dalla consapevolezza di dover restare coi piedi per terra. Di dover restare umili, anche una volta ottenuto un risultato insperato. Quando i piccoli leoni affermano di voler puntare ai top 10, o magari persino al numero 1, non fanno altro che dar voce ai propri sogni, senza paura delle aspettative che gli altri, o magari loro stessi, riverseranno lungo il cammino. A dare loro una mano, anche il fatto di non essere soli. Auger Aliassime ha un certo Denis Shapovalov come compagno di nazionale, mentre Sinner condivide le speranze tricolori con Musetti, Zeppieri e qualche altro teen-ager di qualità. Vederli divertirsi in campo, trovarsi a proprio agio davanti a migliaia di persone semplicemente perché stanno facendo ciò che amano, è un piacere per gli occhi. Non resta che seguirli e fare il tifo per loro.