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I TEMI PER IL 2019 (WTA)

Pubblicato il 27 dicembre 2018

Il circuito WTA continua a cercare una regina vera, nel mezzo di un periodo di anarchia ormai diventato consuetudine. L’ipotesi di una possibile protagonista che prenda (stabilmente) il posto di Simona Halep, al momento, si limita a due nomi: Serena Williams e Naomi Osaka. Il passato che è pure presente, opposto al futuro che è già arrivato. Mentre l’Italia spera nel braccio d’oro di Camila Giorgi.

OSAKA, PROVA DEL 9

Nessuna come lei, negli ultimi anni, ha stuzzicato la curiosità degli appassionati. Naomi Osaka è la regina dei due mondi: con i tratti orientali (e i toni gentili) delle sue origini giapponesi, la pelle scura di Haiti (patria del papà) e la formazione occidentale dell’America che l’ha accolta. Un’America – intesa come Us Open e come New York – che le ha pure riservato un trattamento non proprio gentile, nel momento della sua vittoria più bella. Ma ormai quell’episodio (scatenato dall’ira di Serena Williams), che lei ha subìto e tenuto dentro con un’educazione rara, è dimenticato. Da ricordare, ci sono invece quelle bordate che hanno fatto tremare tutte le più forti, al punto che oggi è lei la candidata numero 1 a occupare in tempi brevi la poltrona di leader. Sascha Bajin, il coach che con Naomi ha scoperto un tesoro, è pronto a rilanciare la sfida. Lei, che di certo non si farà distrarre dalle sirene della popolarità, è pronta a seguirlo.

SERENA E LE MAMME

Serena Williams deve prima di tutto ritrovare un equilibrio. Tornare a essere quella che sa vincere ma sa pure perdere. Coach Mouratoglou, su questo, avrà già avuto modo di lavorare, e allora al via della nuova stagione non si potrà tenere la leggenda venuta da Compton fuori dalle favorite per ogni titolo che conta. Il suo ruolo di madre, oggi, la mette ancor più di prima sotto i riflettori, e questo potrebbe non aiutarla nella rincorsa a quei pochi primati che non le appartengono. Insieme a lei, altre mamme proveranno a inserirsi nella lotta di vertice. Su tutte, Vika Azarenka, che però resta un’incognita per via delle tante distrazioni che l’avevano allontanata dallo sport agonistico. Il talento della bielorussa è fuori discussione, ma per ritrovare continuità e risultati il percorso non sarà affatto banale.

IL CORAGGIO DI CAROLINE

La notizia shock del finale di stagione, nel mondo del tennis dei pro, è stata quella della malattia autoimmune di Caroline Wozniacki. Un fulmine a ciel sereno che ha messo sotto una luce nuova un intero percorso, quello della danese, fin lì già degno di enorme ammirazione. La ex numero 1 del mondo non si dà per vinta e continuerà a lottare, ad allenarsi e a provare a raggiungere i titoli più importanti. C’è da star certi che, ovunque vada, ancora più che in passato si troverà ad avere il pubblico dalla sua parte. E la speranza è che questo la aiuti almeno in parte a superare le inevitabili difficoltà, tanto fisiche quanto psicologiche, che la accompagneranno durante il percorso.

L’ANNO DI CAMILA (?)

L’Italia di oggi, ma pure quella del futuro più prossimo, si affiderà a lei. Camila Giorgi sarà la punta azzurra, capace di esaltare o preoccupare un intero movimento, con i suoi alti e bassi a cui nessuno si riesce davvero ad abituare. Forse la meno preoccupata è proprio lei, che gioca sul 15-15 del primo game della partita come quando deve affrontare un match-point nel tie-break decisivo. È la sua forza e la sua bellezza, in fondo. Perché di ragazze con le sue caratteristiche, nel circuito in rosa, non ce ne sono. Dovesse riuscire a trovare fiducia e una serie positiva importante, potrebbe superare quella barriera psicologica che la separa dalle migliori del ranking. E magari dare il la a una crescita complessiva del gruppo tricolore, per il resto ancora troppo nascosto nelle retrovie.