blog
home / BLOG / 100 DI QUESTI TORNEI

100 DI QUESTI TORNEI

Pubblicato il 13 agosto 2018

Stefanos Tsitsipas ha compiuto 20 anni. Ha festeggiato sul campo, nella sua prima finale in un ‘1000’ di una carriera che in sostanza è cominciata proprio questa settimana. Ha festeggiato malgrado una sconfitta, mai più dolce di così: contro una leggenda come Rafa Nadal, dopo aver comunque dato il massimo al termine di un torneo che rappresenta una svolta. Prima, il greco era il bel talento che doveva imparare a vincere tra i grandi. Dopo, è diventato il nuovo protagonista delle zone alte del ranking: già numero 15 Atp e 11 della Race to London. In mezzo, quattro vittorie su altrettanti top 10: Dominik Thiem, Novak Djokovic, Alexander Zverev e Kevin Anderson. Ognuna con la sua piccola grande storia da raccontare.

 

SOTTO LA GUIDA DI PAPÀ APOSTOLOS

Tsitsipas è personaggio perfetto per prendere il testimone dai grandi di oggi. Perché non ha solo il tennis capace di entusiasmare, ben diverso da quello di tanti coetanei uniformati dalla scuola del bombardamento da fondo. Il greco è personaggio anche fuori dal campo: viso da belloccio pronto per una pubblicità, dichiarazioni mai banali, la faccia tosta che serve per stare a galla in uno sport tanto spietato e competitivo. E un carattere forgiato da papà, che è da sempre il suo allenatore e la figura di riferimento della sua vita. Un ruolo rafforzato da quella tragedia sfiorata quattro anni fa, quando fu proprio babbo Apostolos a evitargli di lasciarci le penne quando si fidò un po’ troppo del mare e delle sue capacità natatorie. I due sono inseparabili, anche se dietro ai successi di Stefanos c’è pure la mano (e la testa) di Patrick Mouratoglou, che ogni tanto lo ospita nella sua Accademia.

 

CONTRO ZVEREV UN NUOVO CLASSICO

Alla gente piace parecchio, il greco. Che con quel rovescio a una mano e quel tennis così poco convenzionale, sembra sbucato da un’altra epoca. Il fatto che adesso vinca pure, e che lo faccia con i migliori del mondo che fino a poco tempo fa parevano piuttosto lontani, è una benedizione per un circuito a caccia di personaggi. Il suo match con Zverev, inoltre, aveva tutta l’aria di essere un futuro classico: da una parte lui, il biondo ellenico che non teme nessuno; dall’altra il tedesco-russo che sembra un Ivan Drago dei nostri tempi. E che non è stato troppo gentile col suo quasi coetaneo, definendo addirittura ‘patetico’ il loro incontro in quel di Toronto. Che magari non sarà stato un esempio di bel tennis, ma ha messo in evidenza una chiara difficoltà nella gestione dello stress, da parte di Sascha, quando dall’altra parte c’è qualcuno che non soffre il suo carisma.

 

CREATIVITÀ AL POTERE

Il tennis del futuro, quello del post Federer-Nadal, sta diventando ogni giorno più interessante e ogni giorno meno uniformato. Tsitsipas è un esempio di creatività al potere, ma insieme a lui c’è Denis Shapovalov che è sempre sul punto di esplodere, e presto ce ne potranno essere altri, su tutti l’altro canadese Felix Auger Aliassime. Con loro, potremmo scongiurare in partenza quel pericolo che tutto il mondo del tennis vedeva come decisamente concreto fino a poco tempo fa: trovarsi a vivere a lungo di ricordi e di malinconia, una volta finita questa epoca d’oro.