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FOGNINI, PROVACI ANCORA!

Pubblicato il 17 maggio 2018

“Adesso c’è Nadal? Sì, sarà durissima, ma qualche dispiacere nel corso degli anni glielo abbiamo dato…”. Fabio Fognini è consapevole di essere sfavorito nella sfida che lo attende nei quarti di finale al Foro Italico, di fronte al Re della terra. Ma sa altrettanto bene di potersela giocare e di rappresentare un pericolo serio per il suo avversario. Fognini-Nadal è l’unica partita che coinvolge un italiano e un top player, per la quale ha senso parlare di rivalità. Fino agli Us Open 2015, quando il ligure rimontò due set di svantaggio e andò a vincere al quinto, il bilancio era di 5 vittorie a 3 per Rafa, che poi avrebbe allungato nei due anni successivi, arrivando a un più consolante (per lui) 10-3. Nonostante questo, entrambi sanno bene che non si tratta di una partita banale.

I PRECEDENTI

Molto spesso, anche quando ha vinto, il maiorchino contro l’azzurro ha dovuto sudare. Fin dal 2013 al Roland Garros (7-6 6-4 6-4), passando poi per Pechino (2-6 6-4 6-1), Amburgo (7-5 7-5) o Madrid (7-6 3-6 6-4). Perché in fondo il gioco dell’iberico, che dà fastidio un po’ a tutti, in realtà non è così impossibile da fronteggiare per il tennis di Fabio, capace quasi sempre di trovare le contromisure e di mettere la partita sui binari dell’equilibrio. In sostanza, Nadal sa bene che contro l’italiano ha bisogno di essere al cento per cento, se non vuole rischiare di perdere. E questo è qualcosa che non gli capita spesso, nemmeno con i top players.

SENZA PRESSIONI

“Lui è il favorito, ovviamente – sottolinea Fognini – e lo è praticamente sempre quando si gioca sulla terra. Però io sto molto bene, mi sento in condizione e voglio divertirmi. Poi vediamo cosa accade”. Forse sta proprio qui, una delle chiavi. Ossia la possibilità di Fabio di giocare con il braccio sciolto, senza pressioni. Perché se è vero che l’azzurro gioca in casa, davanti al pubblico che da lui si aspetta sempre molto, dall’altra è altrettanto vero che in pochi si aspettano che possa ribaltare il pronostico. E nessuno lo condannerebbe per una sconfitta.

VALE UNA FINALE

“Fabio ha un talento eccezionale – spiega Rafa – e non lo scopro certo io. Mi preparerò come faccio sempre, ma sapendo di dover affrontare una partita difficile, che vale come una finale”. È la prima volta di Fognini nei quarti degli Internazionali d’Italia. Ed è incredibile considerando quante chance ha avuto il ligure durante gli anni scorsi. Chance spesso mancate per via della tensione accumulata ascoltando tutto ciò che arrivava dall’ambiente esterno. Oggi Fabio ha una famiglia e un nuovo coach, ha una visione d’insieme ben diversa da quella di qualche stagione fa e una consapevolezza nuova. Anche nei momenti più difficili. Per questo – forse – il panorama potrebbe davvero cambiare. Non è tanto una questione di vittoria o di sconfitta. Il vero punto è giocarsela fino alla fine, con ciò che si ha in quel momento. Allora Fabio uscirà comunque dal campo tra gli applausi, e in ogni caso sarà un successo.