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ROMA NEXT GEN

Pubblicato il 15 maggio 2018

Nella giornata in cui si svelano i piani delle prossime Next Gen Atp Finals di Milano, sono proprio loro, le stelle under 21, a lasciare il segno nel piovoso martedì del Foro Italico. Non è una sorpresa, del resto, perché è il caso di ricordare che il detentore del titolo a Roma è Alexander Zverev, leader dei giovani campioni che stanno cercando di rivoluzionare il vertice del tennis mondiale. E accanto al tedesco, che ha colpi e personalità per diventare il prossimo vincitore di qualsiasi Slam, c’è un gruppo di ragazzi che magari è meno continuo ma è capace di esaltare il pubblico ancor più di quanto possa fare Sascha.

SHAPOVALOV SCALDA ROMA

Un esempio? Il mancino Denis Shapovalov, che ha scaldato un Centrale romano infreddolito proponendo un po’ tutto il suo repertorio per battere il ceco Tomas Berdych. Un match deciso da un tie-break nel set conclusivo, e dunque in bilico fino all’ultimo, ma con il 19enne canadese sempre in grado di recitare da protagonista, nel bene e nel male. È stato lui a scrivere il copione della sfida, e se Berdych è riuscito comunque a tenersi a galla fino al termine è per via di qualche amnesia del suo rivale, più che giustificabile vista l’età. Il pubblico, che lo ha già adottato come uno degli idoli di questa edizione, ha potuto ammirare fin dal primo turno un tipo di tennis che è quasi un altro sport rispetto a quello di tanti giocatori omologati dal corri-e-tira.

MIX DI EMOZIONI E DI RISCHIO

Basta citare il tie-break decisivo, quando Denis ha messo un servizio vincente a 217 orari, e subito dopo è andato a rispondere d’istinto a una prima di Berdych ugualmente sopra i 200: al termine di quello scambio, Shapovalov si è presentato a rete, ha accarezzato una docile volèe di rovescio e ha messo a terra uno smash vincente colpito col telaio. Un mix di emozioni e di rischio che è esattamente la fotografia del giocatore in questione. Uno che non sai mai dove può tirare i suoi missili di diritto e di rovescio, se in campo o in tribuna, ma che proprio per questo si porta in dote una dose di adrenalina che lo rende simpatico fin dal principio.

TSITSIPAS AVANTI PER RITIRO

Un altro che ha carattere, carisma e una buona dose di simpatia è Stefanos Tsitsipas, il 19enne greco che ha approfittato del ritiro di Borna Coric dopo soli cinque game (sul 4-1 in suo favore) per arrivare a un secondo turno da non perdere contro Juan Martin Del Potro. Mentre Shapovalov avrà una sfida sulla carta ben più comoda (ma comunque con mille insidie) contro l’olandese Robin Haase, prima di arrivare all’appuntamento con Rafa Nadal. Un incontro che sarebbe tra i più attesi dell’intera settimana nella Capitale.

CONFRONTO DI STILI

Il presente è già ‘Next’, dunque, come dimostra il titolo vinto lo scorso anno da Zverev. Ma il futuro prossimo potrebbe esserlo ancora di più, e tutto sommato sarebbe una buona notizia per gli appassionati. Perché questa straordinaria generazione di ventenni non è fatta con il copia-incolla. È fatta di personaggi profondamente diversi l’uno dall’altro, tanto nel tennis quanto nel carattere, e questo porterà a vivere un confronto di stili che potrà costruire rivalità nuove e altrettanto avvincenti di quelle che abbiamo visto negli ultimi dieci o quindici anni. Shapovalov o Tsitsipas, per citare i due protagonisti romani, sono agli antipodi rispetto allo stesso Zverev e a Chung, il coreano che ha vinto il titolo Next Gen nel 2017, e che è stato il testimonial dei giocatori nella presentazione del torneo 2018 al Foro Italico. Capire chi di loro arriverà per primo a giocarsi uno Slam e il numero 1, sarà uno dei motivi di curiosità di questa e delle prossime stagioni.