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SCHIAVO NO-LIMITS

Pubblicato il 21 dicembre 2017

Quella maglietta indossata dai suoi tifosi – Nothing is impossible – ce la ricordiamo ancora tutti. Era il 2010 e Francesca Schiavone fu la prima, vincendo il Roland Garros, a mostrare la strada alle altre azzurre, avviando un periodo d'oro per il tennis italiano femminile. Senza di lei e senza quel successo clamoroso sotto la Tour Eiffel, probabilmente, Pennetta, Vinci ed Errani non avrebbero ottenuto gli stessi risultati. Perché Francesca tradusse in pratica ciò che altri avevano solo (timidamente) detto: che i limiti, in fondo, stanno solo nella testa di chi se li pone. Da quel 2010, nemmeno una vittoria in uno Slam si sarebbe vista come un traguardo impossibile. Da quel 2010, scattò qualcosa in tutto il movimento tricolore, che d'un tratto si scoprì tra quelli più forti al mondo.

Oggi, sette anni dopo, ci ritroviamo qui ad applaudire una ragazza che non ha nessuna voglia di smettere col tennis. In realtà un annetto fa di questi tempi, la stessa Francesca parlava del 2017 come dell'ultima stagione tra le pro. Ma fu chiaro fin da subito che quel proposito non era stato detto con tanta convinzione. A dare conforto a questa teoria, la vittoria a Bogota e la finale a Rabat, due settimane d'oro tra aprile e maggio che probabilmente hanno definitivamente fatto cambiare idea alla ex numero 4 del mondo, ormai convinta di avere ancora qualcosa da dire prima di passare alla seconda parte della sua vita lavorativa.

“L'età non può fermare il mio sogno”, ha dichiarato la 37enne milanese. E non può che avere ragione lei, in un'epoca dove di campioni non proprio giovanissimi ne troviamo tanti. Da Roger Federer a Serena e Venus Williams. Che, ovviamente, per la Schiavo sono stati tutti fonte di ispirazione. Del resto basta dare un'occhiata al suo canale su Youtube, 'Schiavo Channel', nato per scherzo e divenuto un diario aperto a tutti, per capire qualcosa del modo di pensare di Francesca. Per capire l'entusiasmo che sta dietro alle sue giornate, la sorpresa che si cela dietro a ogni piccola grande vittoria. Pochi giorni fa, il 17 dicembre, quella che chiamavano Leonessa ha rimesso piede in campo dopo una pausa di un mese per un piccolo infortunio rimediato in allenamento. E adesso ha tutta l'aria di chi vuole continuare a fare sul serio.

Da tempo la ex numero 1 azzurra vive negli Stati Uniti. Ed è lì, con ogni probabilità, che si costruirà la sua seconda carriera. Una carriera da coach, o comunque da insegnante, a disposizione delle generazioni che verranno. Una seconda vita che è già in fase di costruzione, ma che evidentemente non è ancora del tutto matura. Anche per questo motivo, per chiarirsi meglio le idee relativamente ai prossimi anni, c'è bisogno di (almeno) un'altra stagione nel Tour. Quel lungo viaggio intorno al mondo che significa non avere una casa stabile per più di un mese, significa non avere certezze, significa mettersi alla prova ogni giorno. Ma significa pure trovare ogni giorno amici vecchi e nuovi con cui condividere un'emozione. Una vita che in fondo, a una eterna ragazza come lei, non può che piacere da matti.