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IL BALLO DEI DEBUTTANTI

Pubblicato il 20 novembre 2017

Se fosse una serie tv, questo sarebbe il gran finale di stagione. Certo, con un copione ribaltato rispetto alle attese e con i colpi di scena già andati in onda nelle puntate precedenti. Ma i motivi d'interesse non mancano mai quando la posta in palio è così alta. Nella storia delle Atp Finals, quello tra Grigor Dimitrov e David Goffin è stato il primo grande ballo dei debuttanti. Mai, dal 1970 in poi (anno della nascita del Master), due giocatori qualificati per la prima volta alla kermesse di fine anno si erano giocati il titolo nella finalissima. Alla vigilia, immaginandosi il match clou, tutti si aspettavano l'ennesimo capitolo della “Saga”, ma gli accaniti ammiratori dell'eterna sfida tra Roger Federer e Rafael Nadal – così come i tifosi dell'uno e dell'altro – si sono dovuti accontentare. Si fa per dire, ovviamente.

Grigor Dimitrov ha vinto le Atp Finals 2017 con i suoi gesti eleganti. Ma ha vinto anche quel balletto mentale che si è trasformato lungo le due ore e mezza di match in un puro valzer di emozioni. Con la partita e con il titolo che potevano finire alternativamente da una parte o dall'altra per una buona porzione della sfida. Almeno fino al break nel sesto gioco del terzo set che ha consentito al bulgaro di lasciarsi andare, di spezzare l'equilibrio e di involarsi verso il quarto titolo Atp in stagione (quarto miglior risultato dell'anno a parimerito con Jo-Wilfried Tsonga, dietro ai cinque di Zverev, ai sei di Nadal e ai sette di Federer). Un titolo, questo, che è anche il più importante di una carriera mai davvero sbocciata secondo le premesse – e le promesse – di qualche anno fa. Ma l'allievo di coach Vallverdu adesso può ripartire da qui, dalle lacrime del post match point e dalla coppa ricevuta dalle mani di Boris Becker. Insomma, riparte dalla trama completa del gran finale di Londra.

In realtà però il gran finale non era esattamente una prima visione, anzi. Era la sesta replica di una sfida vista anche questa settimana, nella fase a gironi e nel raggruppamento dedicato a Pete Sampras. Anche nelle puntate precedenti, tra i due, il miglior attore protagonista era sempre stato Grigor Dimitrov, avanti per 4-1 nei confronti diretti. Compreso quello del 15 novembre, nel quale il bulgaro aveva lasciato solo due miseri giochi al belga che due giorni prima aveva combattuto con il coltello fra i denti per tre set contro un Rafael Nadal acciaccato, stanco ma mai arrendevole. Proprio da quel successo, e da quello in semifinale contro Federer (sempre in tre set), Goffin ha tratto energie e stimoli per salire decisamente di livello e non farsi trovare impreparato nel match clou. Anche se, subito dopo aver centrato la qualificazione per la finale e prima che Dimitrov battesse Sock, in conferenza stampa aveva detto: “Se avete visto un po' di tennis in queste ultime ore sapete di sicuro chi non vorrei incontrare di nuovo”. Grigor Dimitrov, appunto.

Ma quando i riflettori si accendono e le palle cominciano a sibilare come i proiettili, tutto ciò che è vigilia si dimentica in fretta. E nella mente resta soltanto l'obiettivo. Succulento come il milione e 200 mila dollari da aggiungere al montepremi e 500 punti di bonus per il ranking. Un tesoretto quasi ininfluente per Dimitrov, comunque già certo di chiudere il 2017 al numero 3 del mondo anche prima della finale. Avrebbe fatto molta più differenza per il belga, spingendolo nell'ascensore e portandolo dal 7° al 5° piano, per quella che sarebbe stata la prima volta in carriera tra i Top 5. In ogni caso, si sa, i finali di stagione sono fatti apposta per creare l'attesa verso le novità a venire. E Londra 2017 ci dice che, con tutta probabilità, abbiamo trovato due nuovi attori protagonisti. Adesso a Grigor Dimitrov – e pure a David Goffin – l'incombenza di confermarlo, anche quando il grande cast del circuito tornerà al gran completo.