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DAVIS TRA FRANCIA E BELGIO

Pubblicato il 18 settembre 2017

Una finale inedita chiuderà la Coppa Davis 2017. Una finale tutta Europea, tra Francia e Belgio, mentre i campioni in carica dell'Argentina sprofondano addirittura nel gruppo 1, la serie B della manifestazione più prestigiosa del tennis a squadre. Se la Francia non ha avuto troppe incertezze nel battere una Serbia orfana di Djokovic, combattiva ma complessivamente inferiore, il Belgio ha raddrizzato una situazione complicata contro l'Australia, dimostrando due cose. La prima: che con un giocatore di qualità come David Goffin, seppur non al meglio della forma, nessun avversario risulta imbattibile. La seconda: che con un tipo come Steve Darcis a chiudere la contesa, c'è sempre un'arma di riserva quando il gioco si fa davvero duro. Anche perché nella Davis di oggi, trovare una squadra con due campioni contemporaneamente in gara è condizione rarissima, e allora la qualità agonistica delle seconde linee diventa un pilastro su cui fondare un intero team.

Proprio Darcis ha consegnato alla sua squadra il punto del 3-2, battendo in tre set Jordan Thompson, preferito a Millman ma comunque mai in grado di mettere in discussione la partita. Caso mai l'Australia se la dovrà prendere (non è la prima volta e non sarà l'ultima) con Nick Kyrgios, il 'bad boy' che nella prima giornata aveva portato il suo punticino (pur soffrendo), mentre nel momento di chiudere i conti si è fermato al tie-break del primo parziale di fronte a Goffin, Nessuna sorpresa, intendiamoci, perché tra la solidità mentale dell'uno e dell'altro c'è una differenza abissale. Il problema semmai è che non ci si abitua mai del tutto allo spreco di talento di uno degli emergenti col maggior potenziale. La finale, che si giocherà in Francia, è un'incognita perché nessuno dei galletti ha le armi per mettere al tappeto i due belgi, Goffin certo ma neppure Darcis. I transalpini sono complessivamente più attrezzati, vantano una tradizione ben diversa dai vicini ma in questo momento non hanno certezze. Il fattore campo potrebbe dire la sua, ma la percentuale non si discosta molto da un 50 e 50.

Intanto, negli spareggi per restare nel World Group, il tracollo dell'Argentina in Kazakistan ha fatto rumore perché ha coinvolto la formazione che solo dieci mesi fa alzava al cielo l'Insalatiera, la prima della sua storia. Da quella finale di Zagabria è cambiato tutto, e Mikhail Kukushkin è diventato l'eroe nazionale del Kazakistan battendo sia Pella, sia Schwartzman, recente protagonista agli Us Open. La Svizzera delle seconde (o terze) linee si è salvata con la Bielorussia all'ultimo singolare, e così pure l'Olanda, capace di un'impresa che pareva impossibile: recuperare uno 0-2 contro la Repubblica Ceca. Promosse anche Germania, Giappone, Canada, Croazia e la sorprendente Ungheria, a segno sulla Russia dei Next Gen Rublev, Khachanov e Medvedev. Perché in fondo in Davis, più ancora che nei tornei individuali, conta l'esperienza per saper gestire quei pochi momenti che decidono un match.