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SUPERCOACH PER RAFA?

Pubblicato il 6 ottobre 2015

Nella carta d’identità di Novak Djokovic, alla casella residenza, c’è scritto Principato di Monaco. È lì dove vive con moglie e prole quando il borsone con le racchette rimane in salotto e non in una camera d’albergo. Come seconda dimora, ovviamente, c’è Belgrado. Ma Pechino sta fortemente insidiando la città sulle rive del Danubio. Il perché è presto detto: Djokovic nella capitale del Dragone non ha mai perso una partita in carriera!

Cinque partecipazioni e cinque vittorie. Solo nel 2011 non passò per la Cina, lasciando il trofeo del vincitore al ceco Tomas Berdych. Dopo una stagione ricchissima di successi (3 Slam su 4, il 92% di partite vinte) in tanti pensavano che il numero uno del mondo potesse prendersi una meritata pausa. E invece no, lui a Pechino vuol continuare a vincere. A farne le spese, al primo turno, è stato l’italiano Simone Bolelli. Il match è durato pochissimo: un’ora e undici minuti di gioco, doppio 6-1 e striscia vincente che continua senza intoppi (25 partite, 25 vittorie). Azzurro travolto dal ciclone Nole, solido come nelle giornate di gloria, in attacco anche sulla prima di servizio di Bolelli. E pensare che c’era qualcuno – anche tra i suoi colleghi con la racchetta – che pensava che Djokovic fosse appagato da questo anno di grazia. Lui risponde sul campo come sa, vincendo, e ai microfoni “non è mai stato nei miei piani saltare Pechino”. C’è da scommetterci che arriverà fino in fondo anche nel torneo del Dragone. Al prossimo turno il cinese Ze Zhang.

Se Djokovic è parso tonico e riposato, lo stesso non si può dire di Rafa Nadal. Lo spagnolo è nella parte bassa del tabellone, terzo favorito del torneo (almeno così dicono le teste di serie), ma non in forma smagliante. Nel suo esordio contro la wild card Wu, numero 230 del mondo, il mancino di Manacor non ha trovato profondità né con il dritto né con il rovescio. Vinto il primo parziale, è stato sotto 4-2 nel secondo prima di chiudere nuovamente per 6-4. A tenere bene in partita il nove volte campione di Parigi è stato il servizio. Prossimo match contro Pospisil, vittoria al terzo set contro l’eterno Estrella Burgos. La novità per Rafa non arriva tanto dal campo quanto dagli spogliatoi. Lo zio Toni, allenatore di Nadal da quando ha 3 anni, apre a una possibile famiglia allargata. “Quest'anno Rafa è un po' giù, ma sono sicuro che si riprenderà presto. Anche se credo si possa pensare ad alcuni cambiamenti nel suo gioco o nella sua squadra, come hanno fatto Djokovic o Federer”. Mai si era paventato qualcosa di simile, nonostante le indicazioni arrivate da più parti, tecnici o tifosi. Quale sarà il profilo adatto per il supercoach di Rafa non è ancora dato sapere.

Chi ha battuto tre volte lo spagnolo in questa stagione è stato il nostro Fabio Fognini. Dopo i successi russi di Davis, il ligure ha impiegato meno di un’ora per superare lo slovacco Martin Klizan. Al prossimo incontro lo aspetta il finalista belga dell’insalatiera, David Goffin, numero 17 del mondo e giustiziere di Andreas Seppi. Derby da rimandare.

Nell’altro torneo del lontano oriente, a Tokyo, bene Wawrinka mentre fanno le valigie Gasquet, Anderson e Dimitrov. Lo svizzero potrà prendersi la rivincita, al prossimo turno, contro Tatsuma Ito, avversario che lo eliminò dodici anni fa al primo incontro nell’Open giapponese. Eliminazione immediata invece per la testa di serie n.8 Grigor Dimitrov per mano di Benoit Paire. Il bulgaro a questo punto forse non vede l’ora di chiudere al più presto un 2015 che gli ha riservato soltanto delusioni, separazione con la Sharapova compresa. Addio prematuro anche per Richard Gasquet e Kevin Anderson, con pesanti ripercussioni, a livello “numerico”, nella corsa alle Finals di Londra. A Tokyo rimane in corsa Nick Kyrgios dopo aver rimontato lo spagnolo Ramos-Vinolas. “L’amico” di Stan è nella parte bassa del tabellone, quindi per una rivincita con polemica sotto rete bisognerà attendere un’eventuale finale.