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MANUALE DI CADUTA

Pubblicato il 12 settembre 2014

Come un fiume in piena. Stan Wawrinka completa l’opera iniziata appena dopo pranzo da Roger Federer e porta la Svizzera sul 2-0, con fin troppa facilità. Il match contro Fabio Fognini, classifica ATP alla mano il nostro miglior atleta, è stata un monologo assoluto da parte del padrone di casa e vincitore dell’Australian Open di gennaio.

I numeri esprimono più delle parole: Stan da Losanna ha collezionato 16 aces, con l’85% dei punti vinti con la prima di servizio. 37 winners nel rettangolo e 3/6 a rete. In un’ora e trenta minuti esatti (da “svizzero”) ha concesso solo sette games al nativo di San Remo. Fognini, al contrario, ha messo a referto otto doppi falli e 14 miseri vincenti. Ma più che altro un’altra prestazione precipitosa e senza acuti.

Se prima serviva un miracolo per riportare la squadra azzurra in finale dopo quasi vent’anni, ora le preghiere di Barazzutti&Co. sono rivolte a San Gennaro. Il patrono di Napoli è stato citato sia dal mister che da Fabio Fognini nella conferenza stampa post-match. 

Entrambi lucidi e fin troppo remissivi, hanno chiesto un’invocazione del cielo per poter giocare un match dignitoso domani pomeriggio. Che la Svizzera fosse la favorita naturale non c’erano dubbi: se ti puoi permettere di schierare una leggenda di questo sport e il numero quattro al mondo certo parti con un vantaggio notevole. Quello che rimane è comunque uno scoramento di fondo di buona parte della comitiva azzurra, che l’ottima prestazione espressa da Bolelli contro SirRoger aveva giustamente accantonato.

Ci sono tanti modi di perdere, anche da sfavoriti. Loro sono più forti, nessuno lo mette in dubbio. Loro possono chiudere sul 3-0 domani e preparare i biglietti per la trasferta di novembre per puntare a vincere la Coppa Davis, evento mai successo per questa nazione. Loro hanno il pubblico a favore, la superficie più adatta e una fame di vittorie. 

Noi, dalla nostra, abbiamo il dovere di giocare il nostro miglior tennis. Perché si può cadere ma lo si deve fare con la testa alta.