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GENERAZIONE FELINA

Pubblicato il 3 giugno 2014

Il padre spera che il figlio possa seguire le sue orme. Il figlio, in cuor suo, spera di arrivare ai livelli del padre, con qualche successo di prestigio in più e senza l’ombra di un connazionale-leggenda alle spalle.

Dura disputa in casa Mecir. Il più anziano dei due, Miloslav, fu un grande tennista cecoslovacco, Medaglia d’oro per il suo Paese alle Olimpiadi di Seul 1988 dopo aver battuto in semifinale Stefan Edberg, campione di Wimbledon quell’anno, e nell’incontro decisivo l’americano Tim Mayotte.

Non solo. Miloslav Mecir, per tutti il “gattone”, nomignolo figlio delle sue movenze in campo nonché per il suo stile di gioco spesso ingannevole, arrivò per due volte alla finale di uno Slam ma non ebbe mai la soddisfazione di alzare il trofeo al cielo. Nel 1986, un’annata storica per tutto il tennis di Praga e provincia, sfidò un certo Ivan Lendl nell’ultima partita dell’US Open ma venne duramente sconfitto in tre set. Ci riprovò tre anni più tardi, in Australia, ma risultato e avversario furono gli stessi. Con un triplice 6-2 il campione di Ostrava metteva in bacheca un nuovo Slam mentre al talento di Bojnice non restava che il premio di consolazione.

Il gattone Mecir, undici titoli in carriera e best ranking come numero 4 al mondo, visse nell’epoca d’oro dell’ex allenatore di Andy Murray. Per il mondo del tennis la Cecoslovacchia prima della caduta del Muro di Berlino era sinonimo di Lendl e Navratilova, gli altri erano semplici comprimari. 

Sui campi del Roland Garros 2014 in tanti hanno avuto un piccolo effetto déjà vu. Sì, perché sul campo numero 4 il tabellone dei punteggi metteva di fronte il tedesco Tobias Kamke e Miloslav Mecir Junior, il figlio d’arte del gattone anni ’90. Quasi stesso taglio di capelli e stesse movenze, il giovane Mecir ricorda come una goccia d’acqua il padre. Purtroppo il suo esordio tra i Pro di uno Slam non è stato bagnato con il successo. Il più esperto tennista di Lubecca si è imposto in tre set (due al tie-break) e per il gattino Mecir si sono aperti gli spogliatoi per la doccia.

Per il talento e la tecnica c’è ancora molta differenza con il padre mentre i problemi fisici si sono (purtroppo) tramandati di generazione in generazione. Se infatti il campione del Secolo passato fu costretto ad abbandonare il circuito all’età di 26 anni per gravi problemi alla schiena, anche il figlio, nella sua fase di crescita giovanile, ha sofferto in modo incredibile di disturbi lombari, impedendogli quasi di giocare per tre anni. Tenaci (di famiglia) e consiglio del padre-allenatore hanno convinto “junior” a non mollare la racchetta.

Riuscirà a non passare nell’anonimato? Purtroppo tanti figli d’arte del tennis non hanno seguito le orme della generazione precedente. Miloslav junior ha tutte le intenzioni di sfatare questo credo.