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INVESTIMENTI OLTRE LA RETE

Pubblicato il 25 marzo 2014

Un investimento immobiliare in Messico, una società di management di lusso a Wall Street, la ristrutturazione di un albergo oppure una linea di moda tutta al femminile. Non sono le nuove proposte del vostro consulente finanziario bensì la “diversificazione del portafoglio” dei grandi campioni della racchetta. 

Tra sponsorizzazioni, premi per le vittorie e diritti d’immagine, i giocatori di tennis da “top ten”, sia al maschile che al femminile, sono capaci di accumulare una quantità di dollari pari al caveau di zio Paperone. Tante banconote che fanno gola. Tante banconote che, fortunatamente (per loro), non vengono consegnate solo ai concessionari d’auto per avere nel garage la griglia di partenza del prossimo GP di Formula1, come invece succede per tanti altri campioni dello sport, come Cristiano Ronaldo nel calcio o Lebron James nel basket.

Rafa Nadal si distingue sempre. È tornato il numero uno del mondo dopo una lunga rincorsa post-infortunio. Si è dovuto arrendere in finale all’Australian Open contro Stanislas Wawrinka nella prima tappa dello Slam ma i suoi affari non si sono mai interrotti. L’anno scorso ha accomunato oltre 25 milioni di dollari, soldi indirizzati anche verso attività da cui trarne lauti guadagni. Un esempio? Due alberghi a Cozumel, splendida isola messicana nel Mar dei Caraibi giusto a pochi minuti di traghetto da Cancun. Una località a grande vocazione turistica per 365 giorni all’anno. 

Non solo. Il maiorchino pensa ai suoi colleghi sportivi e alla sua squadra del cuore. Nel 2007 ha fondato la Siglo Goramendi XXI, società di gestione dei diritti d’immagine, capitanata dal padre di Rafa ovvero Sebastian Nadal. Le origini isolane del mancino di Manacor lo hanno spinto a partecipare anche alla cordata di imprenditori per riportare il Maiorca, squadra che attualmente milita in seconda divisione, tra le grandi della Liga come Barça e Real Madrid. Per un giovanotto che ha fatturato – secondo la rivista americana People with Money – 82 milioni di dollari lo scorso anno e con un patrimonio stimato di 245 milioni aiutare il Maiorca sarà stato un gioco da ragazzi, quasi come sorprendere l’avversario a rete con un passante.

Si è dato al mattone anche Novak Djokovic. Il serbo, insieme alla famiglia, realizzerà un hotel con il proprio nome nella località di Kopaonik, all’interno del Parco Nazionale, ottima destinazione per gli amanti dello sci. L'albergo prenderà il posto di un antico bar e disporrà anche di un ristorante al piano terra che si chiamerà… “Novak". Nulla di faraonico, solo 15 stanze. 

Da buon svizzero Roger Federer ha pensato a una società di management piuttosto che agli alberghi ai Caraibi. La boutique agency del campione di Basilea si chiama Team8 e vede tra i soci, oltre al suo agente Tony Godsick, due investitori americani: Ian MacKinnon e Dirk Ziff. La nuova creatura si occuperà degli interessi dell'ex numero uno del mondo, ma ha raccolto tra le sue fila anche l'argentino Del Potro (fresco d’operazione al posto, auguri!) ed il bulgaro Dimitrov.

Si è data alle caramelle Maria Sharapova. Partita con un investimento iniziale di 500.000 dollari le sue delicatezze Sugarpova sono un clamoroso successo in America. Abituata a rilasciare interviste ai giornali sportivi, Maria non si è scomposta nemmeno davanti ai cronisti del Wall Street Journal. E se la CNN la inserisce tra le dieci imprenditrici di successo…

Chi aveva l’occhio lungo per gli affari, oltre che per il rettangolo di gioco, era Sergio Tacchini. L’ex tennista originario di Novara divenne un innovatore del circuito, prima da atleta poi da imprenditore, portando in scena i colori in un mondo dominato dal bianco candido degli anni ’60. 
Negli anni ha sponsorizzato una piccola hall of fame della racchetta: Jimmy Connors, Ilie N?stase, John McEnroe, Pete Sampras, Novak Djokovic, Sergi Bruguera, Goran Ivaniševi? e le nostre Errani, Vinci e Pennetta. 

Il primo tennista imprenditore del Made in Italy.