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Tu chiamale se vuoi, sensazioni

Pubblicato il 25 ottobre 2013

Ci permettiamo di storpiare leggermente una splendida canzone di Lucio Battisti per presentare la finale di Fed Cup tra Italia e Russia. Le azzurre, nonostante scongiuri e scaramanzie di rito, partono da grandi favorite.

Le sensazioni positive sono molte. Primo: il pubblico. Il grande tennis sbarca a Cagliari, città che abitualmente non vive di racchetta e pallina. Errani&C. troveranno un popolo affamato di sport e da sempre caloroso verso i colori azzurri. Come ci ha ricordato Nicola Pietrangeli nella nostra intervista-augurio per i suoi 80 anni, la sfida in terra di Sardegna è una finale mondiale, non un semplice incontro tra due nazioni. Le ragazze non saranno mai sole sul campo da gioco. Avranno alle spalle urla e applausi, da trasformare in energia positiva e non in tensione-ammazza gambe.

La seconda sensazione si chiama esperienza. Sia il capitano Barazzutti che le sue atlete sono abituati a vivere questi momenti. Hanno già trionfato da solisti/e negli appuntamenti in cui la posta in gioco è molto alta. Questo non vuol dire automaticamente vittoria, vuol dire saper controllare la propria mente prima e durante gli incontri.

La terza sensazione ha il nome di debolezza, quella delle nostre avversarie. Con grande rispetto ci permettiamo di sottolineare che se la squadra azzurra potrà schierare le sue migliori quattro (accantoniamo per un attimo la polemica Schiavone-Federazione) altrettanto non può fare la formazione di Mosca.

Molte sono le defezioni per infortunio (reale) o per mancanza di volontà. In questo caso è inutile scagliare la croce contro Maria Tiffany Sharapova. Lei infortunata reale lo è ma anche se fosse stata sana come un pesce non si sarebbe scomposta a prendere un volo per l'isola. È russa solo di passaporto, ha un pessimo rapporto con la sua Federazione e non è che con le compagne di casa condivida lunghe cene amichevoli. La squadra russa è oggettivamente debole, farà bene il commissario tecnico Barazzutti a tenere la tensione molto alta per non incappare in amare sorprese. Anche a Rimini la squadra azzurra doveva "passeggiare" contro il team USA: arrivò la vittoria solo con l'ultimo punto del doppio.

Sarà una festa delle sport, sarà una festa del tennis. Speriamo si colori d'azzurro e che un mirto freddo di terra sarda possa essere la bevanda dei sorrisi.

Per ora sono sensazioni…aspettiamo che si trasformino in realtà.