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LE NAZIONI UNITE DELLA RACCHETTA

Pubblicato il 30 luglio 2013

Mondi simili oppure terre lontane

A scorrere la classifica del doppio maschile sembra che ci sia un filo conduttore nella scelta del proprio partner: connazionale oppure appartenente a uno Stato con minimo 6 ore di fuso orario.

Nelle prime 20 posizioni infatti troviamo 11 coppie con la stessa bandiera nazionale. Dai gemelli a stelle e strisce Bryan agli spagnoli Granollers-Lopez. Dai polacchi  Fyrstenberg-Matkowski ai nostri Fognini-Bolelli. Fleming-Marry per il Regno Unito come Begemann-Emmrich per Berlino. 

Sarà per motivi di comunicazione, praticità negli allenamenti oppure voglia di testare sul campo una coppia pronta per la Coppa Davis, nella quale il punto del doppio è molto spesso quello determinante nella vittoria di una nazione sull’altra.

È però curioso vedere come le coppie di non-connazionali siano un piccolo ONU. Peya-Soares, i numeri due al mondo, sono un austriaco e un brasiliano. Alla casella numero cinque troviamo un pakistano (Qureshi) e un olandese (Rojer). Alla tredici la coppia del freddo nord: Lindstedt per la Svezia, Nestor per il Canada.

 

Presi dalla curiosità abbiamo cercato il ranking femminile per vedere se anche in gonnella il discorso poteva essere simili. Lo è.

Le nostre Errani-Vinci guidano la graduatoria con un discreto margine sulle numero 2, Petrova per la Russia e Srebotnik per la Slovenia, in questo caso paesi quasi confinanti.

Un duo con la stessa bandiera nazionale compare 6 volte nelle prime 20 posizioni. Poi inizia il tour mondiale delle nazioni: Cara Black dello Zimbabwe e Marina Erakovic della Nuova Zelanda. Non c’è guerra fredda e diplomatica tra l’americana Lepchenko e la cinese Zheng. Mondi lontani anche al numero 14: Kazakhistan-Francia grazie al duo Voskoboeva-Mladenovic.

Casualità o voglia di scoprire, una volta richiusa la borsa dell’allenamento, usi e costumi di terre diverse? Noi siamo romantici e pensiamo alla seconda opzione senza badare alle affinità sportive sul terreno di gioco.