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MARIA BUSSA ALLA PORTA DI JIMMY

Pubblicato il 18 luglio 2013

Maria ha scelto Jimmy; Jimmy ha accettato la richiesta di Maria.

Dopo tanto parlare di gossip, più o meno presunto, per le vicende personali (proprie) e quelle di altri (vedi alla voce Serena Williams), le cronache sportive tornano ad interrogarsi sul futuro tennistico di Tiffany Sharapova. La prematura uscita dal torneo di Sua Maestà ha determinato una scelta da tempo vociferata: il cambio della guida tecnica.

La siberiana più americana che ci sia ha scelto un suo non-connazionale per il ruolo di allenatore, dopo il lungo rapporto (con molti successi) con Thomas Hogstedt. Il prescelto non è un personaggio di passaggio tra i campi in terra rossa o erba, bensì Jimmy “Jimbo” Connors: 1.241 vittorie ATP, 109 titoli, 8 Slam e tanti nemici nel circus durante gli anni ’70.

Connors non è un novellino come allenatore. Dal 2006 al 2008 ha cercato di migliorare, con alterne fortune, il gioco di Andy Roddick. 

Come sarà il rapporto tra Maria e Jimmy?

L’interrogativo è più che legittimo perché parliamo di caratteri e personalità che, sulla carta, non sembrano proprio affini. Il lato positivo della bilancia è dato dalla voglia di riscatto e di primeggiare, tanto come Connors negli anni della ribellione giovanile, quanto oggi per Maria. Entrambi avevano un nemico più che giurato: McEnroe per Connors, Serena Williams per Maria. 

La bionda siberiana cerca uno psicologo del tennis più che un allenatore dei fondamentali. Pensiamo a Murray-Lendl: il binomio sembra molto coeso e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lo scozzese vincitore di Wimbledon dopo 77 anni di digiuno britannico assomiglia sempre più al talento cecoslovacco (sorriso a parte). E’ cresciuto prima nella gestione dell’incontro che nelle scelte di attacco o difesa.

A livelli così alti di talento è necessario incontrare una persona che possa toccare i tasti giusti, nei punti giusti, con la pressione giusta. Connors non fu certo un uomo delicato, tanto in campo quanto fuori. La scelta di Maria è rischiosa ma ci piace.

Aspettiamo il campo, come sempre è lui l’unico giudice.