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ETICHETTA BULGARA

Pubblicato il 13 giugno 2013

Se fossimo un rotocalco rosa, la classica rivista patinata con una montagna di pubblicità intervallata da qualche foto di VIP al mare, tanto cara alle signore in piena estate sotto l’ombrellone, potremmo parlare di lui per un’unica ragione: è il fidanzato di Maria Tiffany Sharapova.

Il lui risponde al nome di Grigor Dimitrov, nativo di Haskovo (Bulgaria). Giovane, bello, ribelle, dannato. Potrebbe corrispondere alla descrizione di James Dean piuttosto che di un tennista. Numero 28 delle classifiche mondiali combatte da sempre con l’etichetta del nuovo Federer.

Sarà per la grande carriera da juniores? È stato il migliore di tutti nella categoria riservata alla promesse. Mentre SirRoger e Nadal si affrontava sull’erba più famosa del tennis nel 2008 lui era negli spogliatoi a farsi la doccia. Aveva appena battuto in due set Henri Kontinen e si era laureato campione di Wimbledon. Stesso copione qualche mese più tardi ma sul cemento di New York per il suo secondo Slam-baby.

Il passaggio al circuito dei grandi ha minato il carattere eccentrico del bulgaro. Dopo tanti alti e bassi ha deciso di abbandonare Parigi e l’accademia del guru Mouratoglou, attuale  allenatore-compagno di Serena Williams. Basta stravizi, si vola al gelo del Nord. Destinazione: Svezia. Alla corte di Magnus Norman e Niklas Kulti ha dimenticato la mondanità e ha cercato di non disperdere l’immenso talento con la racchetta che Madre natura gli ha donato. 

Un inverno buio, viste le latitudini. Ore e ore sui campi da tennis. Le passeggiate con vista Trocadero solo un lontano ricordo. I risultati non si sono fatti attendere

Prima finale ATP a Brisbane, Australia, per iniziare l’anno nuovo con il piede giusto. Poi si passa sul rosso. Rientra nelle cronache sportive per aver raggiunto i quarti di finale a Montecarlo concedendosi il lusso di strappare un set a Rafael Nadal. 

Il botto finale è avvenuto sotto gli occhi di Juan Carlos II. A Madrid ha estromesso subito dal tabellone principale il numero uno al mondo Novak Djokovic con una prestazione di grande solidità. Il serbo ha però avuto subito la rivincita al Roland Garros al terzo turno qualche settimana più tardi.

Grigor ha scalato quasi 20 posizioni da inizio anno; il suo bilancio in carriera è quasi in pareggio, 63 vittorie e 61 sconfitte. Ha spirito da vero battagliero: “Vincere uno Slam, certo che posso! Scendo in campo sempre per quello”. 

Il rischio che il talento avesse abbandonato le corde delle racchette di Grigor è stato scongiurato. Ora serve solo togliergli l’etichetta del nuovo-Federer o del fidanzato-Sharapova.