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Top ten al ritmo di tango

Pubblicato il 22 novembre 2012

È conosciuta sotto molti aspetti. Da patria del Dio pallone, prima il Pibe de oro Diego Armando Maradona ora la pulce Leo Messi, a terra di rubgyisti appena entrati nel novero del Three Nations Australia-Nuova Zelanda-Sudafrica. Senza dimenticare le imprese del basket e quelle della vela.

In Argentina, però, non mancano campi da tennis e, soprattutto, atleti da top ten.

Era il lontano 1977 quando Guillermo Vilas arrivò a toccare le vette delle “racchette di legno” insediandosi fino al numero 2 del ranking mondiale. Erano i tempi di Connors-McEnroe-Vilas e Borg. Solo a scriverli ci scende una lacrima di commozione.

Vilas, con la sua eccentricità e il suo carattere da pampas, non è stato un fuoco di paglia. Dopo di lui oltre 10 connazionali sono entrati nel cerchio ristretto dei migliori. Meglio dalla nazione celeste solo Stati Uniti, Svezia, Spagna e Australia. I vari Clerc, Mancini, Jaite, Coria, Puerta, Nalbandian, Gaudio, Canas hanno inciso i loro nomi in vittorie e tornei. L’ultimo in ordine cronologico è Juan Martin Del Potro.

Il gigante di Tandil (quasi 2 metri di statura) chiuse un 2008 da sogno a soli 20 anni fino a raggiungere il successo agli US Open l’anno successivo. Poi un brutto infortunio al polso lo tenne lontano dai campi per tutto il 2010. Quest’anno si è tolto la soddisfazione di battere Sir Roger e Nole Djokovic, non proprio gli ultimi di passaggio. Sta lentamente ritrovando regolarità ed aggressività cercando di non forzare ulteriormente un fisico fin troppo fragile.

Domanda: qual è il paese sudamericano più vicino, in termini di usanze e caratteristiche, all’Italia? Risposta esatta: l’Argentina. Eppure le differenze tennistiche sono doppie rispetto alle miglia di volo che separano Roma e Buones Aires. Le cause ancora ignote.

Non è un paese tanto più ricco e non è un paese mono-sportivo.

L’ironia della sorte? Juan Martin si è allenato a lungo in Italia, nel bergamasco.