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Tutto partì da un matrimonio

Pubblicato il 24 agosto 2012

Nacque tutto come sfida in famiglia. M. Middleton (attenzione, nessuna parentela con la Kate in voga in questi anni a Londra), tornato da un viaggio in Inghilterra, si mise a giocare con sua moglie al “derivato” (attenzione2, nessun analogia con i magheggi finanziari in voga ora a Wall Street) del jeu de paume.

Annoitasi (!) regalò tutto il materiale a Sir Browow Gray e alla figlia Mary alle Bermuda. Tra i residenti dell’isola caraibica c’era Mary Erwing Outerbridge di New York City; rientrata nella “Mela” portò con sè rete, pallina e racchetta da tennis regalata da un ufficiale inglese follemente innamorato.

Gli US Open partono da qui, da un’isoletta dei caraibi e da un marito stralunato.

Quanta strada che hanno fatto palline e racchette da quel lontano 1874 per poi finire a Flushing Meadow. Prima in un Casinò di Newport, poi al Philadelphia Cricket Club. Nel 1922 si fece anche di più: tre sedi differenti, Filadelfia per il singolare maschile, Boston per il doppio, Forest Hills per le donne in gonnella.

Un salto nella storia fino al 1968, quando la Federazione Internazionale decise di dividere il muro tra dilettanti e professionisti. La prima edizione degli US Open al West Side Tennis Club di Forest Hills furono vinti da Arthur Ashe, primo tennista nero. Fino al 1974 gli atleti calpestarono erba come se fossero a Londra. Tra loro anche Jimmy Connors che sconfisse Ken Rosewall nella più breve finale della storia (6-1, 6-0, 6-1).

Poi un esperimento tutto americano per due anni. Si giocò su terra ma ci colore verde! Un po’ come mixare il tatto di Parigi con la vista di Londra. Ebbe vita breve.
Armi e bagagli e dal 1978 tutti a Flushing Meadow, nel Queens. Sul cemento, sempre di color verde.

Quante sfide sotto i riflettori e gli aerei in atterraggio all’aeroporto La Guardia! Da Connors a Borg, da McEnroe a Lendl. Evert-Navratilova, Graff-Seles. Fino al trio Courier-Sampras-Agassi. Alle 5 edizioni consecutive di Sir Roger, interrotte da JM Del Potro.

Mancano poche ore. 

New York è pronta a veder rimbalzar palline. Sul cemento. Ora diventato blu.