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Il primo uovo non si scorda mai

Pubblicato il 20 agosto 2012

Prendete una giornata d’estate calda (caldissima) e soleggiata; siete in montagna e vi sentite sportivi, chiamate un amico. Avete voglia di una scampagnata.
C’è la vecchia bici in cantina, una spolverata e una gonfiatina alle ruote ed è subito pronta. Partiti.

La salita al “colle”, che da piccoli era una semplice formalità, ora sembra la scalata del terribile Mortirolo. Lunga e senza soste. Siete stanchissimi dopo appena venti minuti e non riuscite ancora a spiegarvi il perché. Mentre lui – il vostro amico – sale come se fosse una marmotta.

Ci siamo permessi di paragonare il primo set della finale di Cincinnati tra Sir Roger e il redivivo Nole Djokovic così. Un 6-0 per lo svizzero in appena 21 minuti.
Nole si sta ancora guardando intorno. Il ritmo del vincitore di Wimbledon-Tradizionale era forsennato. Da giovane marmotta.

Novak, dopo 28 sfide con Sir Basilea, riceve il primo “uovo”, ovvero il nostro “cappotto” (6-0). Nel secondo, tutto frastornato, si riprende e trascina lo svizzero fino al tie-break. “Il ciclista di Belgrado” riesce a prendere il passo della marmotta delle Alpi. Ma non così tanto da sorpassarla, la terra dell’Ohio è terra di conquista svizzera (6-0, 7-6).

I tornei di riscaldamento prima degli US Open, leggi Toronto e Cincinnati, ci regalano due tennisti in ottima forma: la coppia a cui manca il terzo incomodo, Rafa Nadal.
Il maiorchino ha chiesto tantissimo al proprio corpo in tutti questi anni di tennis. Come se il suo modo di colpire la palla o correre per recuperarla implicassero uno sforzo triplo del normale anche per i suoi 26 anni. E’ stata la sua forza, può essere la sua debolezza (noi ovviamente ci auguriamo di no!).

Lui cerca di rilassarsi andando a pescare sull’isola delle Baleari. Lì non servono tanto le ginocchia ma pazienza e un bel cappellino contro l’insolazione.
Torna presto Rafa (se ti avanzano dei pesci, noi abbiamo la griglia sempre accesa!).