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Il muro umano

Pubblicato il 14 maggio 2012

Canzone consiglia per la lettura: The Wall – Pink Floyd (1979).
Ci sono personaggi molte volte nascosti. Uomini e donne che vivono nel generale anonimato fino al momento dei grandi eventi.
Il nostro omino di ‘più di un quarto d’ora’ di notorietà è Mario (nome di assoluta fantasia ma
che rende l’idea della semplicità della persona). Lo abbiamo incontrato sui campi rossi (rossi, Madrid? Abbiamo detto rossi!) degli Internazionali.
Mario è per tutti “Il muro”.
Si sa, i campioni hanno bisogno di testare il campo, sentire se sono “confidenti” con il terreno.
Provare i colpi, ritoccare la forma prima di affrontare i match del tabellone. Ma da soli non possono! Il mister, coach, uhm… l’allenatore magari è anche bravo ma forse “leggermente” fuori forma! È lì che entra in gioco Mario.
Armato della sua bandana ha come unico obiettivo rimandare la pallina di là. Semplicemente.
Colpo su colpo. Non ha velleità d’attacco, nemmeno di trionfo. Il suo (di trionfo) è allenare
Murray, Sharapova, Djokovic.
Instancabile Mario-The Wall vincerà i suoi Internazionali.
Tornerà a casa, stravolto e soddisfatto, e alla consueta domanda “Quanto hai fatto oggi?”
Risponderà: “L’ho buttata di là”.
All in all you’re just another brick in the wall