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I dubbi del discobolo

Pubblicato il 12 maggio 2012

Al Pincio, la domenica mattina, bianchi vs colorati o bianchi vs neri è un classico.

Una squadra di qua, l’altra di là. Magari anche le felpe che fanno da pali della porta.

Anche “al Pietrangeli” c’era bianchi da una parte della rete, neri dall’altra. Ma qui non erano contro ma insieme! Nessun gemellaggio particolare ma tutti insieme per un unico obiettivo: il record! 100 palleggi consecutivi… Il proletariato che si impossessa del piccolo tempio del Foro.

Quando diciamo “tutti”, intendiamo proprio “tutti”: dai ragazzini con la racchetta più grande di loro, al piccolo campione che, emozionatissimo, invece di mandare semplicemente la pallina di là la colpisce come se fosse il 15 decisivo per la vittoria. Uomini con la zaino e un po’ di panzetta (ma è tutta natura!), donne in jeans.

Il campo – generalmente monopolizzato da 2 e poco più personaggi – era una piccola Babele. La tecnica era un optional, come quello delle macchine che pensi “che bello”! ma poi non lo compri mai.

Quando si è arrivati al colpo 43 (43, poco prima della metà!) una splendida fanciulla ha mandato il colpo in rete. Si è letta la disperazione in ogni suo ricciolo.

Le statue attorno al campo guardavano molte perplesse. Abbiamo colto un loro dialogo ma vogliamo lasciare le fonti anonime (privacy della Roma di Cesare Augusto, ndr).

Dice il discobolo al maratoneta: “Ma tutta questa gente perché non è sugli spalti ma in campo? Ora che avevo imparato le regole del tennis…”. E il maratoneta risponde “Ma come, questo è il SuperTennis record!”.

Il record, purtroppo, non è stato raggiunto. L’appuntamento è per sabato prossimo. L’emozione della piccola Babele si.

E chi glielo dice adesso al discobolo che torneranno solo in 2 in campo!?