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Australia e Germania: le nobili decadute

Pubblicato il 19 aprile 2012

Un signore di mezza età, con molto charme ed eleganza. Il profumo della saggezza e della notorietà. Un giovane vivace, multietnico, ma che deve ancora trovare la sua completa maturazione. Mano nella mano.

E’ l’immagine attuale di due grandi nazioni del tennis mondiale, delle “nobili decadute”: Australia e Germania.

Per il saggio d’Oltreoceano il periodo magico di Rodney “Rod” Laver è solo una fotografia sbiadita. Come una vecchia Polaroid con i contorni gialli per l’invecchiamento ed il sole. Dal 1951 al 1967 era l’unico vero contendente della grande insalatiera per gli Stati Uniti. Poi un grande salto al 1986, gli anni del pirata Pat Cash, spettacolare ed irruente. Per poi avvicinarsi alla fine del secolo con (forse) i migliori doppisti della storia Todd Woodbride e Mark Woodforde… i Woodies! Oltre che il gigante Philippoussis e il numero uno Hewitt.

Una nazione che ha sempre respirato il tennis. Ma che si trova in una “terra di mezzo”. Ha esperienza, tecnica, struttura e voglia per risalire. Assomiglia a un grande regista che, dopo alcune pellicole meravigliose, è incappato in produzioni minori. Ma ha il talento per risalire. Talento di cui si è cibata la Germania (Ovest), ora nazione unita. Prima con il biondo Boris (Becker) e poi con Michael Stich. I due si contesero il palcoscenico più prestigioso di Wimbledon nel 1991. Un anno dopo l’unificazione. Un intero movimento che coinvolse uomini e donne; Steffi Graf, solo tre anni prima, riuscì nell’impresa di completare il Grande Slam (solo tre nella storia) oltre che la medaglia d’oro di Seul.

Una nazione che aveva la forza di ripartire dopo anni di eterno conflitto.
Un giovane attore emergente con immensi spazi di manovra. Ma anch’egli incappato in pellicole da ‘delusione al botteghino’.

Ora, regista ed attore, si troveranno faccia a faccia per gli spareggi di serie B a settembre. Quale sarà la pellicola vincente? Noi, nel dubbio, compriamo il biglietto e ci accomodiamo su una comoda poltroncina porpora.

 

image credits: bourgol on Flickr