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Il bianco e nero va di moda

Pubblicato il 5 marzo 2012

Si sa. Il bianco e nero non va mai fuori moda (chiedere a Jean Dujardin e Michel Hazanavicius trionfatori alla notte degli Oscar di Hollywood).

Il “The Artist” di Dubai è Roger Federer.

Come il protagonista del film muto trionfatore al Kodak Theater l’attore dimenticato, pardon, il tennista più volte dimenticato, risorge. In grande stile. A modo suo; eleganza e colpi vincenti. Un classico, appunto.

Se “The Artist” (pellicola) è un film muto che ti tiene incollato allo schermo, così “The Artist” (tennista) ti può appassionare in silenzio. Provate l’esperienza: 1) accendete la tv se non avete avuto la fortuna di sedervi su una ricca poltroncina dello stadio di Dubai; 2) mettete su “muto” il volume del vostro televisore HD e indossate gli occhialini 3D 3) lasciatevi condurre da Roger.

Il giovane e colorato Murray – quasi un ossimoro vista la classicità tipica degli scozzesi di sua Maestà – non è riuscito a bloccare il compositore svizzero. Il rosso (fuoco!, quasi accecante) e blu di Andy non hanno abbagliato il tradizionalista Federer che, con il successo dell’Atp 500 di Dubai di quest’anno, fa cinquina.

Dopo la tripletta dal 2003 al 2005 e la parentesi del 2007 il ricco torneo degli Emirati torna a parlare svizzero (che lingua ufficiale non ha) a discapito del serbo imparato negli ultimi 3 anni (chiedere a Djokovic, anzi agli abitanti di Dubai).

Che Hazanavicius e Federer si siano parlati prima del match? Ecco gli indizi.

Durata simile: 1 ora e mezza. Costumi uguali: bianco e nero. Palcoscenico brillantato: dai fasti della città degli Angeli a quelli della nuova perla del Golfo che forse, con i fuochi d’artificio finali alla consegna del premio, ha spaventato perfino il tranquillo Roger.

Applausi finali. Per tutti.

Quando il sapore del classico non stufa mai. Come vedere una pellicola del secolo scorso. Come guardare giocare Roger Federer.