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Zverev e Cilic, assalto alla terra

Pubblicato il 3 giugno 2022

Rafael Nadal per il titolo numero 14 al Roland Garros, Casper Ruud per arrivare alla prima finale Slam. Zverev e Cilic per dare l’assalto ai favoriti, sperando in condizioni veloci. Mentre Iga Swiatek si prepara per la storia.

In semifinale al Roland Garros ci sono due sfidanti che non sono esattamente quelli che ci si aspettava. Se Rafael Nadal e Casper Ruud rappresentano due conferme, il meglio che si possa trovare su terra battuta nella storia (Nadal) e – in particolare se buttiamo uno sguardo ai tornei 500 e 250 – uno dei giocatori più vincenti degli ultimi anni (Ruud), i loro avversari Alexander Zverev e Marin Cilic sono invece due giocatori che sul rosso ci vanno quasi solo per le grandi occasioni. Anche se poi Sascha sul rosso ha vinto parecchio, sei titoli Atp in totale.

È vero che Zverev era pur sempre il numero 3, del mondo e del torneo, ma viste le premesse non era sceso in campo da favorito contro Carlos Alcaraz, ormai dato da molti – alla vigilia dello Slam parigino – come terzo favorito alle spalle di Nadal e Djokovic. Invece è accaduto che Sascha abbia messo a segno quello che secondo il ranking è un risultato assolutamente normale, eppure secondo molti è stata la sorpresa della settimana. In condizioni abbastanza rapide, certamente più veloci rispetto a quelle dei giorni precedenti, il tedesco ha pressato Alcaraz fino a rubargli ogni certezza. Così il ragazzino terribile se ne è andato a casa con un bell’abbraccio e una pacca di consolazione sulla spalla, ma senza quel trofeo che sentiva già alla sua portata.

ZVEREV VS NADAL, INCOGNITA CAMPO (E METEO)

Capire se e come Zverev possa riuscire a fermare anche Nadal, tuttavia, è decisamente più complesso. Rafa, pur non nascondendo i suoi dolori ormai perenni, ha sfornato contro Novak Djokovic una prestazione all’altezza dei suoi giorni migliori. Salvo poi andare in conferenza stampa e ribadire che questa oggi non può essere la normalità. O meglio, che queste prestazioni da parte sua non si possono dare per scontate. La questione si fa ancora più complessa parlando del suo avversario, visto che Zverev ha già vinto tre volte contro lo spagnolo, una (a Madrid lo scorso anno) anche sulla terra.

Il favorito è Nadal, su questo ci sono pochi dubbi. Ma quanto sia davvero favorito l’iberico non è dato sapere. Bisognerà capire come si sveglierà dal letto la mattina, come starà il suo piede, come saranno i campi (secchi o umidi, dipenderà dal clima) alle 14.45, orario di inizio del confronto. La strada per il Roland Garros numero 14, che sarebbe pure lo Slam numero 22, è in discesa ma non è spianata. E per caratteristiche tecniche forse è proprio Zverev, fra i tre rimasti, quello che maggiormente potrebbe dare noia al tennis del maiorchino.

CILIC VS RUUD, LA SEMIFINALE DELLE SORPRESE

È decisamente più sorprendente l’altra semifinale, quella della parte bassa, dove Casper Ruud affronta un Marin Cilic ritrovato dopo un lungo periodo di prestazioni al di sotto dei suoi standard. Oggi il croato è numero 23 Atp, ma per tre anni, tra 2018 e 2021, non aveva più conquistato un titolo del circuito. I successi dello scorso anno a Stoccarda e San Pietroburgo lo avevano rilanciato, anche se parevano comunque lontani i tempi del trionfo agli Us Open (2014, battendo in semifinale Roger Federer).

Eppure Cilic, anche in questa annata non esattamente brillante, non si è mai dato per vinto, e malgrado i suoi 33 anni non ha mai pensato seriamente di mollare la presa. Al contrario, si è preparato per la terra come se fosse un ragazzino, e a Parigi sta mostrando un tennis da top 10. Prima ha lasciato le briciole a un Daniil Medvedev che pareva aver trovato la chiave per domare la terra, poi è emerso da una maratona durissima contro Andrey Rublev. Ruud, di certo, è un’altra cosa, ma non è detto che rappresenti un ostacolo imbattibile.

Intanto, a dispetto del passaporto e delle sue origini, il norvegese è uno abbastanza emotivo, e la sua prima semifinale Slam, per giunta da favorito, potrebbe fargli tremare le gambe. Poi, come per il match tra Nadal e Zverev, c’è anche un discorso tecnico da affrontare: quando la palla viaggia un filo più veloce, la differenza fra i due si riduce, al punto che persino su terra potremmo assistere a uno scontro alla pari. E nel momento in cui dovesse contare l’esperienza, Marin avrebbe una marcia in più.

FINALE FEMMINILE, SWIATEK FAVORITA

La finale femminile, dei tre confronti in programma tra venerdì e sabato, è forse il match teoricamente meno aperto. Iga Swiatek va a caccia del secondo titolo del Grande Slam (che coinciderebbe col secondo Roland Garros), del consolidamento della prima posizione mondiale (avrà in sostanza il doppio dei punti della seconda) e della vittoria consecutiva numero 35. Il che, se raggiunta, la porterà a eguagliare il primato di Venus Williams, l’unica collega capace di fare altrettanto dall’inizio degli anni Duemila.

Tra la 21enne polacca e questo traguardo storico c’è l’americana Coco Gauff, che è alla sua prima finale in assoluto in una prova dello Slam. Del resto era solo questione di tempo, perché la giovane statunitense riuscisse a raggiungere obiettivi importanti come questo. Ora si tratterà di capire quale sarà la reazione nervosa di fronte al match più importante della carriera.

“Coco Gauff? Sono contenta per lei – ha detto Iga dopo aver dominato la semifinale contro Daria Kasatkina – e per i suoi risultati. Nella vita ha dovuto lottare contro la pressione di essere considerata il futuro del suo sport. Adesso sta crescendo molto bene, anche se non la conosco così bene personalmente. Da fuori si vede che migliora costantemente e ormai tendo a dimenticare che ha solo 18 anni, si vede già molto più matura”.

Una sensazione suffragata dai fatti: contro Martina Trevisan, Coco ha fatto esattamente ciò che doveva in campo, e allo stesso modo davanti ai microfoni una volta messo a terra l’ultimo quindici. “Nel mondo e negli Stati Uniti – ha detto – in questo momento stanno accadendo cose molto più serie, e allora non mi pare il caso di preoccuparmi troppo per una partita di tennis”. Pochi istanti prima, sulla telecamera, aveva scritto queste parole: ‘peace, end gun violence’. Pace, fermate la violenza delle armi.