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Us Open, trionfi e disastri

Pubblicato il 1 settembre 2021

Il primo turno dell’ultimo Slam stagionale è una girandola di emozioni per il tennis italiano. Un’altalena che si risolve in un bilancio dolce-amaro, con alcuni rimpianti ma anche con una piccola impresa destinata a restare a lungo nella memoria.

UN SEPPI REGALE

Per il modo in cui è arrivata, la vittoria di Andreas Seppi sull’ungherese Marton Fucsovics entra di diritto tra le più belle della carriera infinita dell’altoatesino. Cinque match-point annullati e un tie-break decisivo da infarto, chiuso per 15 punti a 13, hanno fatto calare il sipario su una partita magari non bellissima, ma ricca di emozioni. Spesso, negli Slam, Andreas ha giocato delle maratone e non è certo la prima volta che ne porta a casa una. Ma farlo a 37 anni, quando ormai siamo alle battute conclusive del percorso, assume un valore decisamente diverso. “Queste – ha detto Seppi – sono le partite che mi spingono a continuare”.

BERRETTINI, SINNER, MUSETTI: 10 E LODE

L’Italia che vince è anche quella più attesa. Matteo Berrettini scardina la resistenza del francese Jeremy Chardy a suon di servizi (17 ace), venendo a capo di una partita tutt’altro che scontata, contro un rivale dal tennis aggressivo che sa essere antipatico ovunque. Sinner perde un set contro l’australiano Max Purcell, ma in sostanza non perde mai il controllo dell’incontro. Musetti si riscatta dopo il suo periodo più nero, piegando l’americano Emilio Nava, che solo due anni fa lo aveva impegnato in maniera ben diversa nella finale degli Australian Open Juniores. Poi le carriere dei due hanno preso strade differenti, ma di Nava sentiremo comunque parlare ancora ad alto livello.

DISASTRO SONEGO

La metà disastrosa della nottata tricolore ha come simbolo la sconfitta di Lorenzo Sonego. Contro il tedesco Oscar Otte, Lorenzo vince il primo set al tie-break, ma in seguito va in tilt. Nel secondo parziale si trova in vantaggio per 5-2, nel terzo per 4-1, nel quarto addirittura per 4-0. Ma in tutti e tre i casi, è Otte a rimontare e a chiudere. Per il valore dell’avversario e per l’andamento della sfida, si tratta di una delle sconfitte più amare nella carriera del piemontese, che tuttavia è riuscito ad analizzare lucidamente il match: “Il mio avversario è andato a corrente alternata, ma per me si tratta di una lezione. Dovrò imparare da questo match per evitare di perdere altre partite come questa”.

ITALIA, NOTTE AMARA

La notte amara del tennis azzurro è proseguita con altre sconfitte evitabili. Lasciando da parte Stefano Travaglia, eliminato dal talentoso francese Moutet, bruciano i capitomboli di Fabio Fognini (7-6 al quinto contro il canadese Pospisil, capace di rimontare due set), Gianluca Mager (7-6 al quinto da Thompson) e Marco Cecchinato. Quest’ultimo, opposto all’americano Svajda, si è arreso in quattro set mancando dunque l’appuntamento col derby di secondo turno di fronte a Sinner. Svajda, a dispetto del ranking (716 Atp) è un giovane di valore che aveva già impegnato Paolo Lorenzi un paio d’anni fa, sempre a New York. Ma non c’è dubbio che dal siciliano ci si attendesse qualcosa in più. Considerata anche la sconfitta (messa in preventivo) di Salvatore Caruso contro il giapponese Kei Nishikori, il bilancio dell’Italia al maschile dopo il primo turno è di 4 vittorie e 6 sconfitte. Meglio, in proporzione, hanno fatto le ragazze: 2 successi (Trevisan e Paolini) e altrettante eliminazioni (Errani e Giorgi).

DJOKOVIC VA, RUNE CONVINCE

La corsa al Grande Slam di Novak Djokovic comincia come da copione: con una vittoria. Tuttavia, almeno per un set, il serbo si è lasciato sorprendere dalla vivacità di Holger Rune, il danese terribile che proprio in Italia ha raccolto quest’estate i punti per una rapida crescita in classifica. Nel terzo e nel quarto parziale, Nole ha cambiato marcia e non ha mai rischiato, ma l’esordio del giovanotto del Nord Europa fa pensare che ci sarà anche lui, tra i protagonisti dei prossimi anni negli Slam.