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Alcaraz e Rune, il futuro può attendere

Pubblicato il 22 aprile 2021

Spegneranno 18 candeline fra qualche giorno, ma lo spagnolo Carlos Alcaraz e il danese Holger Rune sono già da tempo indicati come due predestinati. Ecco pregi e difetti di due ragazzi molto diversi tra loro, che stanno avvicinando a grandi passi il tennis dei big.

La risposta del resto del mondo all’Italia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti è una coppia di 17enni dotata di un talento raro e di un carattere di ferro, già ben forgiato a dispetto dell’età. Holger Vitus Nodskov Rune e Carlos Alcaraz Garfia, in comune fin qui hanno il 2003 come anno di nascita (sono venuti al mondo a una settimana di distanza, tra aprile e maggio) e poco altro. Rune è un biondo danese dal tipico volto scandinavo ed è destinato a costruirsi una carriera soprattutto sulle superfici dure; Alcaraz è spagnolo, dal classico aspetto mediterraneo, ed è probabile che possa vivere la sua consacrazione sulla terra battuta, prima di vincere altrove. A Barcellona, nonostante siano usciti entrambi al primo turno del main draw, i riflettori erano puntati soprattutto su di loro. Perché ormai è chiaro che si tratti di due fenomeni rari, tanto sotto il profilo del gioco, quanto sotto quello dell’atteggiamento mentale.

 

RUNE, QUEL MESSAGGIO A DJOKOVIC

A volte tuttavia, in fatto di fiducia in se stesso, Rune esagera persino. È risuonata addirittura ridicola una sua dichiarazione di qualche tempo fa in cui si diceva convinto di poter migliorare il record di Rafael Nadal al Roland Garros. Lui ha fatto spallucce e ha continuato a credere ciecamente nelle sue possibilità, tanto da mandare un messaggio via social direttamente al numero 1 del mondo Novak Djokovic, chiedendogli di potersi allenare con lui a Monte-Carlo in vista della stagione su terra. Nole, che come al solito in questi casi si fa trovare disponibile, ha accettato di buon grado e pare abbia speso parole importanti per il danese. Contro Ramos, a Barcellona, il biondino di 17 anni ha fatto il bello e il cattivo tempo, alternando giocate da campione a errori banali che sono i più classici residui del tennis giovanile. Lo spagnolo, 33 anni e il numero 17 Atp come best ranking, l’ha portata a casa per 7-6 al terzo ma se l’è vista brutta in parecchie occasioni, dando l’impressione di subire spesso non solo il gioco, ma pure il carisma e la serenità del suo avversario.

 

ALCARAZ, FERRERO COME GUIDA

Contrariamente a Rune, Alcaraz quando gioca sembra sempre estremamente preoccupato di tutto. Faccia scura e concentrata su ogni singolo ‘quindici’, Carlos si impone come dovere morale quello di non deludere Juan Carlos Ferrero, l’ex numero 1 del mondo che lo segue come un’ombra nel Tour e che sulla sua esplosione punta moltissimo. Le fiammate del teen-ager nato a El Palmar sono già di una qualità tale da far intravedere un futuro da predestinato, ma la continuità è ancora tutta da trovare, ed è proprio su questo aspetto che si gioca la sua crescita a breve termine. Se su quella a lungo termine ci sono pochi dubbi, adesso Alcaraz può essere preda se non comoda, almeno possibile, di avversari dotati di una certa esperienza e capaci di mettergli pressione. Per esempio, Frances Tiafoe, in grado di tenere un ritmo alto, impedendo al rivale di costruire il tipo di tennis con cui si sente più a suo agio.

 

PARAGONI INGOMBRANTI

Fisicamente, entrambi sono alti un metro e 85 ed entrambi possono migliorare ancora sotto diversi aspetti, ma sono già ben formati e non sembrano avere particolari debolezze. Rune è un ragazzone robusto che deve migliorare negli spostamenti, soprattutto quelli laterali; Alcaraz è più scattante ma meno potente, anche se sopperisce con una rapidità di braccio che gli permette di sviluppare velocità senza troppa fatica. Lo spagnolo è già a un passo dall’entrata nei top 100, quel primo step fondamentale per avviare una carriera di qualità in tempi consoni a un aspirante campione. Su di lui pesano le aspettative di un Paese che ha ancora in mente i prodigi del giovane Nadal, ma proprio dalla gestione di questa pressione (e di un paragone troppo ingombrante per chiunque) passa il suo possibile successo. Rune, invece, di paragoni in patria non ne ha, e allora conoscendo il personaggio se li andrà a cercare fuori. Chi dei due arriverà più in alto, adesso è difficile da prevedere. Di certo saranno due avversari scomodi per tutti coloro che vorranno vincere qualcosa di importante nei prossimi dieci o quindici anni.