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Roland Garros, promossi e bocciati del primo turno

Pubblicato il 30 settembre 2020

Tra i promossi a pieni voti ci sono Rafael Nadal, Novak Djokovic, Dominic Thiem e quasi tutti gli italiani. Tra i bocciati, Daniil Medvedev. Ecco i temi del primo turno del Roland Garros più anomalo di sempre.

Il primo turno del primo Roland Garros autunnale della storia promuove quasi tutti i favoriti. E promuove soprattutto gli italiani, capaci di approdare in massa al secondo ostacolo: sono nove, in tutto, le bandierine tricolori ancora nel torneo. Fra tante rimonte clamorose, condizioni al limite e un clima molto diverso da quello di sempre, l’evento parigino rimane comunque tremendamente affascinante, nonché un traguardo ambito per tutti i big. Compreso un Nadal rabbuiato ma deciso a raggiungere quota 20.

 

ITALIA DA 9

Il tennis italiano non aveva bisogno di ulteriori verifiche per capire di essere in straordinaria salute. Ma portare nove giocatori al secondo turno di uno Slam, anche se parliamo del Major tradizionalmente più amato dagli azzurri, è comunque un’impresa degna di attenzione. Lo diventa ancora di più se pensiamo che dai tre giorni di apertura del Roland Garros ci trasciniamo pure qualche rimpianto. Per esempio quelli di Fabio Fognini, troppo brutto per essere vero con il kazako Kukushkin, o quelli di un Caruso che ha mancato troppe chance di fronte a Pella. In generale, la pattuglia tricolore ha dato una grande dimostrazione di forza, con Berrettini e Sinner lisci come l’olio e con alcune piacevoli sorprese: Giustino su tutti, ma pure le ragazze e un Travaglia autorevole contro Andujar. Ora non bisogna porsi limiti.

 

RITORNO ERRANI

Sara Errani non ha mai mollato la presa, nemmeno quando era difficile crederci ancora, nemmeno quando faticava a vincere un match in un 25 mila dollari. Eppure il carattere, di fondo, non cambia. Così Sarita ha continuato a lavorare duramente e in questo Roland Garros è tornata a vincere un match a tre anni di distanza dall’ultima volta. Monica Puig non è un test straordinariamente severo in questo periodo, ma è arrivata dopo altre tre vittorie nelle qualificazioni, per nulla scontate. A 33 anni, Sara può almeno continuare a giocare serena, e visto tutto ciò che le è accaduto nelle ultime stagioni è già una conquista fondamentale.

 

I DUBBI DI MEDVEDEV

Mentre alcuni big, da Nadal a Djokovic passando per Thiem e Zverev, non hanno mostrato nessuna crepa nei loro match d’esordio, ce ne sono altri che hanno rischiato (Tsitsipas, in grado di rimontare due set a Munar) e ce n’è uno che ha già lasciato la compagnia. Daniil Medvedev non arrivava da un periodo facile e la fredda Parigi non l’ha aiutato: contro l’ungherese Marton Fucsovics (che quando è in giornata diventa insidioso per tanti), il russo è apparso nervoso più del lecito, incapace di far male con quelle armi che solitamente gli portano in dote punti sicuri. Adesso di sicurezze, il moscovita emigrato in Francia, sembra non averne più, e se pensiamo al tennis pre-pandemia si tratta di una notizia sorprendente.

 

NADAL E IL LAVORO

Stavolta non parliamo del lavoro di Rafa, ma delle parole di Rafa in merito a chi lavora. Per la precisione, in merito a chi organizza i tornei e dunque a tutto l’indotto creato dal tennis dei pro. Più volte, durante la sospensione del Tour a causa della pandemia, il maiorchino aveva rilasciato dichiarazioni che mostravano poca fretta di rientrare e un velato appuntamento al 2021 per una sua personale ripartenza. Invece non soltanto Nadal è in campo (da principale favorito) a Parigi, dove corre per il titolo numero 13, ma in una conferenza stampa ha detto che si sente triste e che ‘sì, in effetti queste non sono le condizioni migliori per giocare, ma è giusto andare avanti per salvaguardare i tornei e chi ci lavora’. Un’immersione nel mondo reale che lo riporta dove in fondo è sempre stato: ben lontano dalla bolla dorata di uno sportivo di successo.

 

PIRONKOVA-WILLIAMS (DI NUOVO)

La favola Pironkova non si è fermata a New York. La giocatrice bulgara, 33 anni, che agli Us Open era arrivata ai quarti sbucando da una lunga assenza per maternità, anche a Parigi sta trovando modo di far parlare di sé. Intanto ha passato il primo turno battendo la tedesca Andrea Petkovic con grande sicurezza, poi si è guadagnata una rivincita del match perso proprio negli States contro Serena Williams. A New York le tolse un set prima di arrendersi, stavolta punta a fare il colpaccio: i mezzi tecnici e la serenità di una carriera ritrovata le danno qualche chance.