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Semplicemente Rafa

Pubblicato il 17 maggio 2019

È tutto pronto per la rivincita. Tutto apparecchiato per un Rafa Nadal che non vedeva l’ora di poter subito rimettere ordine nelle gerarchie. Bisognerà soltanto capire se Stefanos Tsitsipas sarà disponibile a mettersi da parte. Roma assisterà al secondo confronto nel giro di una settimana tra il campione più vincente di sempre sulla terra e il greco che sta scalando il ranking ed entrando nei cuori degli appassionati. In Italia, già lo avevamo sperimentato durante le Next Gen Atp Finals di Milano, quando l’ellenico si prese il titolo e una popolarità persino sproporzionata in rapporto a quella vittoria. Questa settimana nella Capitale sta semplicemente ribadendo il concetto: il rovescio a una mano che è gioia per i puristi e quella fascetta a raccogliere i capelli lunghi in perfetto stile Borg, sono un mix ideale per far decollare il personaggio ben oltre i confini del tennis.

 

A CACCIA DELLA RIVINCITA

Per Stefanos, però, il problema è lo stesso che si presentò già tempo fa a Sascha Zverev: quei tre lì davanti che non ne vogliono sapere di mollare la presa. In finale a Madrid, fu Novak Djokovic a fermarlo, mentre stavolta c’è Rafa a cercare di allontanare il suo proposito di vincere il primo 1000 della carriera. “So bene cosa non ha funzionato nel match di una settimana fa – ha detto Nadal – e so bene cosa dovrei fare per batterlo. Il problema è solo uno: mettere in pratica la mia strategia. Perché il tennis in fondo è una cosa semplice, non c’è bisogno di complicarlo”. Parole che chi ha la fortuna di ascoltare il vangelo nadaliano da qualche anno conosce a memoria, parole che sono una buona sintesi di quello che lo spagnolo si è costruito nel corso di due decenni: una solidità mentale straordinaria a prescindere dal momento più o meno positivo.

 

“MIGLIORO OGNI SETTIMANA”

Questo che va avanti da qualche mese non è, per esser chiari, il miglior momento della carriera del Re della terra. Ma, pur avendo reso al di sotto delle aspettative, Rafa non ha mai mostrato chiari segnali di scoramento. Tutt’altro. Il giorno successivo a ogni sconfitta si è messo in testa di dover lavorare di più, perché in fondo il tennis è semplice: quando perdi, devi allenarti ancora meglio e con maggiore intensità di prima. “Sono contento – continua l’iberico – perché sto migliorando di settimana in settimana. I risultati non sono stati quelli degli anni precedenti, ma la normalità non è vincere tutto. La normalità è questa che vivo ora, dove ogni volta si rischia perché il circuito è sempre più competitivo”. Il che suona come una vaga minaccia ai suoi avversari: verso Parigi, il favorito non potrà che tornare a essere lui, nonostante un Djokovic in splendida condizione.

 

PERCORSO DA RECORD

Contro Fernando Verdasco, Nadal ha rischiato qualcosa nel nono gioco, quando il mancino di Madrid ha avuto tre occasioni consecutive per strappargli la battuta e andare a servire sul 5-4 in suo favore. Invece da quel momento è cominciata un’altra storia: Fernando si è preso qualche applauso, ha vinto qualche punto spettacolare, ma non ha più conquistato un game. “All’inizio a lui funzionava tutto, io non stavo affatto giocando male ma dovevo aspettare che lui calasse. Così è accaduto nel secondo set, e allora la partita è cambiata. In ogni caso, ho avvertito buone sensazioni durante l’intero incontro. Un buon viatico per la semifinale”. Nei tre incontri disputati sino a qui, Nadal ha perso complessivamente sei game. Mai, nelle sue precedenti otto vittorie al Foro Italico, gli era riuscito tutto così facilmente. Mai come ora, Rafa può dire con una certa autorevolezza che, in fondo, il tennis è una cosa semplice.