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UNA FAVOLA VERA

Pubblicato il 4 dicembre 2018

Vera Zvonareva è una delle tante mamme che stanno popolando i tabelloni dei tornei Wta negli ultimi mesi, seguendo l’esempio di Serena Williams e Victoria Azarenka. Ma la sua storia è un po’ particolare, diversa da tutte le altre. Perché la 34enne nata a Mosca, che col tennis aveva deciso di smettere nel 2015, non aveva pianificato nessun ritorno nel circuito dopo la nascita della figlia Evelyn. Eppure adesso si ritrova a un passo dalle top 100 (numero 111 per la precisione), con una stagione che le ha regalato pure una vittoria su Karolina Pliskova, negli ottavi del torneo di casa. Una stagione che le potrebbe pure dare la spinta per provarci davvero, per tentare di rientrare nel tennis che conta già nel 2019. Anche se lei, numero 2 del mondo nel 2010, non è certo una che si accontenta.

UN ITALIANO NEL TEAM

A spiegarlo è un italiano, Alessandro Sarra, 32enne di Frosinone che una decina d’anni fa decise di provare l’avventura del college americano, continuando nel frattempo a inseguire il suo sogno: vivere di tennis. Divenne specialista del doppio, al punto da terminare al primo posto della classifica di specialità NCAA nel 2009. Poi è rimasto oltreoceano, si è laureato nel 2011 e ora si sta costruendo una buona reputazione da coach e da sparring di professioniste, che lo ha portato a New York e a Chicago, prima del ritorno a Boca Raton, in Florida. Proprio lì ha cominciato a fare da sparring alla Zvonareva, quando la russa era ancora all’apice della carriera. E nel momento del ritorno, Vera si è affidata nuovamente a lui per ritrovare il ritmo e per provare l’assalto alle migliori.

TRE STAGIONI AD ALTO LIVELLO

Sono orgoglioso – spiega l’italiano – di poter aiutare una giocatrice come lei a tornare in alto. Mentre era ferma, prima per la maternità e poi per alcuni problemi fisici, si è comunque dedicata a tenere in forma il suo fisico, arrivando persino a correre delle maratone. Già questo la dice lunga sulla sua volontà di ferro, che è sempre stata la sua dote principale. Ricominciare dai 15 mila dollari, per lei che era abituata ai grandi eventi, non è stato semplice, ma ha saputo calarsi nella parte con umiltà, e con la voglia di arrivare di un’emergente. Credo che abbia davanti ancora almeno due o tre stagioni ad alto livello, quindi è giusto che ci creda fino in fondo”.

OSAKA POSSIBILE REGINA

Il tutto in un ambiente, quello del tennis femminile, dove ormai tutto (o quasi) è diventato possibile. “Diciamo – prosegue Sarra – che parliamo di un mercato azionario molto instabile, volendo fare un paragone ‘borsistico’. Dove conta soprattutto la dedizione al sacrificio, dote che le atlete dell’Est hanno ben radicata nel loro dna. Tra coloro che possono cercare di spezzare l’equilibrio, la più accreditata mi pare Naomi Osaka. Conosco bene il suo allenatore Sascha Bajin e parlando con lui ho imparato a conoscere il mondo e lo stile di Naomi. Che è moderno ed efficace, ma con quella disciplina tipicamente giapponese che potrebbe fare la differenza nel suo percorso. Inoltre, a livello di velocità di palla, solo Serena Williams le è superiore”.

I DUBBI E LE CERTEZZE

Intanto Vera Zvonareva deve ancora sciogliere del tutto i dubbi sul suo futuro, ma la possibilità di giocarsi ancora qualche titolo che conta non è affatto remota. Lo ha dimostrato nelle sue ultime apparizioni, con una crescita costante che l’ha portata non così lontana dal suo rendimento pre-maternità. Con una famiglia a darle una spinta importante, e con un italiano nel team a caricarla ulteriormente, il futuro potrebbe riservare delle sorprese. “Io – chiude Sarra – ci credo moltissimo. E spero di continuare quest’avventura al suo fianco, cercando di aumentare il mio impegno nel tennis dei pro. Non solo come sparring o coach, ma nell’organizzazione di un atleta a 360 gradi”.