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QUINZI SULLA STRADA DEL RITORNO

Pubblicato il 9 novembre 2017

Era partito a fari spenti dalle qualificazioni italiane, con una fiducia tutta da ritrovare e il morale sotto i tacchi. Comunque vadano le cose, se ne andrà da Milano con una nuova consapevolezza: quella di poter tornare a recitare un ruolo da protagonista nel tennis che conta. Lui è Gianluigi Quinzi, ha 21 anni ed è il Next Gen italiano. È quello che nel 2013 vinceva Wimbledon under 18 alimentando speranze che poi, negli anni a venire, non sono state mantenute. Un po' per colpa della cattiva sorte, con un fisico incline agli infortuni; un po' per una certa confusione che ha preso il giovane marchigiano di Porto San Giorgio, quando ha visto che tanti di coloro che batteva da adolescente, nel passaggio tra i professionisti avevano messo la freccia lasciandolo staccato.

Nel nuovo masterino dedicato agli Under 21, in corso alla Fiera di Rho, Quinzi ha perso i primi due incontri ma lo ha fatto contro due dei talenti più affermati della nuova generazione, il russo Andrey Rublev e il canadese Denis Shapovalov. Nel primo caso è arrivato a giocarsi tutto nel tie-break del quinto set, nel secondo ha pagato cara una falsa partenza ma non ha affatto sfigurato. Rublev e Shapovalov sono rispettivamente numero 37 e 51 al mondo, sono due che quest'anno hanno fatto tremare pure i migliori del ranking ed erano i più attesi nella kermesse milanese. Ecco perché fare match pari con entrambi rappresenta comunque, al di là dei risultati, un esame superato.

“È tutto incredibile, una splendida esperienza – ha detto il marchigiano – perché sto giocando con i migliori della mia età. So di poter tenere questo livello di gioco ma sui punti importanti mi manca qualcosa e la differenza con chi è più abituato di me a stare in alto si sente”. In una sola settimana però è tornata la fiducia, e allora forse non manca così tanto per riagganciare il treno: “Spero di farcela in un paio d'anni, sono fiducioso. So che devo andare a rete più spesso, so che devo spingere di più col diritto, ci sto lavorando e l'ho cambiato soltanto da un mese a questa parte. Nel 2018 la prima cosa è riuscire a stare bene fisicamente il più a lungo possibile”. A rendergli merito pure Shapovalov, che lo conosceva solo di nome: “Qui in ogni match si parte alla pari, perché tutti sono giocatori di altissimo livello. Compreso Gianluigi, che si è qualificato giocando un bel tennis e sta continuando a mostrare di avere un livello superiore alla sua classifica”. Ora si tratterà, una volta spenti i riflettori delle Next Gen Atp Finals, di rimettersi a lavorare duro per farsi trovare pronti alla prossima occasione. Quinzi e coach Gorietti non chiedono di meglio.