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NEXT GEN: IL TENNIS ENTRA NEL FUTURO

Pubblicato il 7 novembre 2017

Non siamo ancora nel futuro, ma siamo sulla strada per arrivarci. A Milano è tempo di Next Gen Atp Finals, il torneo che andrà a raccontare due trasformazioni già in atto nel mondo del tennis, e ormai difficilmente contrastabili. La prima riguarda i giocatori, con la vecchia guardia che – pur continuando a dominare – ha raggiunto un'età nella quale si deve giocoforza pensare al dopo carriera. La seconda riguarda le regole, e in particolare i tempi. Sarà tutto più rapido, più snello, più smart. Per cercare di risparmiare sui periodi morti ed enfatizzare quelli decisivi. Dunque ecco i game al 4 invece che al 6 (con tie-break sul 3-3), appena mitigati dalla lunga distanza dei 3 su 5; oppure ancora il no-ad (l'abolizione dei vantaggi), il no-let, lo shot clock (l'orologio in campo per scandire i 25 secondi tra un punto e l'altro) e un riscaldamento più breve: 5 minuti esatti da quando il secondo giocatore metterà piede sul terreno di gioco.

Poi c'è la questione giocatori, e allora tutto si fa da una parte più nebuloso, dall'altra inevitabile. Nel senso che è difficile pensare, oggi, chi degli otto presenti alla Fiera di Rho potrà ambire al trono di numero 1 o agli Slam dei prossimi anni. Ma del resto prima o poi qualcuno arriverà, a sostituire un Nadal che ogni tanto incappa in quei problemi fisici che lo accompagnano con una preoccupante regolarità; oppure un Roger Federer che è più vicino ai 40 che ai 30, e pur infischiandosene della carta d'identità ha bisogno di sempre maggiore riposo tra un successo e l'altro. Certo restano Djokovic e Murray, al rientro proprio in questi giorni. Restano i Wawrinka e i Nishikori, ma nessuno di loro è nel momento migliore della carriera, e nel frattempo c'è già uno Zverev che è stato capace di scalare il ranking fino a diventare numero 3, e che a Milano sarebbe dovuto essere della partita, salvo poi optare (come naturale) per una settimana di preparazione in vista delle Finals di Londra.

Il tedesco sarà a Rho per un'esibizione di fronte al greco Stefanos Tsitsipas, e per rendere omaggio a un torneo che per tutto l'anno ha visto il suo volto campeggiare come testimonial principale. Parlando del torneo vero, invece, nel gruppo A troviamo il russo Andrey Rublev, insieme alla stellina canadese Denis Shapovalov, il coreano Hyeon Chung e l'azzurro Gianluigi Quinzi, promosso dalle qualificazioni e che proprio contro Chung vinse la finale di Wimbledon Under 18 nel 2013. Nel gruppo B il russo Kharen Khachanov, il croato Borna Coric, l'americano Jared Donaldson e l'altro russo Daniil Medvedev. La sessione pomeridiana si gioca dalle ore 14. In serata, dalle 19, la sessione serale con altri due match: così fino a giovedì, giorno di chiusura dei gironi. Venerdì la giornata dedicata alle semifinali (alle quali si qualificano i due migliori di ogni gruppo), dalle 19 la prima e dalle 21 la seconda. Sabato le finali, quella per il terzo posto alle 19 e quella per il titolo alle 21.