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L’EUROPA DI ROGER

Pubblicato il 25 settembre 2017

Alla fine ha deciso lui, Roger Federer. Quello che la Laver Cup l'aveva voluta più di chiunque altro. È stato lui a frenare il rampante Nick Kyrgios lasciandolo col rimpianto del match-point, consegnando all'Europa la vittoria per 15-9. È stato lui a creare uno spirito di gruppo che per tre giorni ha trasformato il tennis in qualcosa di molto diverso da quello sport individualista e solitario che è per il resto della stagione. Uno spirito di gruppo che è normale trovare in Coppa Davis, ma che tra giocatori di diverse nazionalità non si era mai visto. Quella di Praga tra Europa e resto del mondo non è stata affatto una mera esibizione, o almeno non lo è stata se ci si sforza di vedere tutto quello che è successo nel weekend, trascurando il fatto che non c'erano punti in palio. Dato che peraltro accomuna l'evento tutto nuovo andato in scena in Repubblica Ceca a quello ultracentenario che assegna l'Insalatiera.

Sul cemento nero della O2 Arena si è visto un qualcosa di decisamente coinvolgente e che probabilmente è destinato, col tempo, a lasciare una traccia significativa nel calendario. Si può discutere della formula, perché con quella attuale la prima giornata non riscuote grande interesse. Assegnare un punto al venerdì, due al sabato e tre alla domenica è una garanzia in termini di equilibrio (ed è questo che si voleva) ma non rende giustizia a chi gioca (e vince) per primo, mettendo alcuni dei protagonisti in una scomoda posizione: quella di chi non può davvero incidere sulle sorti del confronto, o almeno non in maniera decisiva. Si può discutere anche del tie-break che ha sostituito il terzo set, rendendo i match troppo rapidi, e lasciando quella sensazione di assistere a confronti incompleti, rispetto a quelli del circuito Atp o, in misura ancora maggiore, degli Slam.

Ma sono dettagli che col tempo si possono sistemare. Il successo del fine settimana di Praga risiede invece nel fatto di aver potuto vedere all'opera insieme, fianco a fianco a lottare per un traguardo comune, i due personaggi che nell'ultimo decennio hanno riscritto la storia del tennis mondiale. Roger Federer e Rafael Nadal hanno vinto il loro doppio e in generale sono stati i due primattori su un palcoscenico che in realtà, di stelle, ne vedeva in quantità industriale: a partire dai capitani delle due formazioni, John McEnroe e Bjorn Borg. Rafa e Roger hanno saputo fare (e creare) gruppo rispecchiando perfettamente la storia della loro rivalità, fatta di stima reciproca e pacche sulle spalle, di complimenti sinceri sgorgati a ogni nuovo titolo conquistato. Se la Laver Cup, che il prossimo anno andrà in scena a Chicago rispettando l'alternanza tra Europa e resto del mondo, riuscirà a lasciare una traccia concreta nel calendario già molto affollato del tennis internazionale, un grazie andrà sicuramente riservato a questi due.