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LA DAVIS E LE ALTRE

Pubblicato il 13 settembre 2017

Belgio-Australia e Francia-Serbia, tutto in pochi chilometri, da Bruxelles a Lille. La Coppa Davis 2017 vivrà le semifinali nel cuore dell'Europa e finirà nelle mani di una tra queste quattro squadre, con l'Italia che resta a guardare non senza un po' di rammarico, considerato che quella contro il Belgio nei quarti era una partita da poter giocare fino in fondo. Invece Goffin e compagni ci hanno rispediti a casa e ora cercano quel miracolo sfumato all'ultimo atto a Gent nel 2015, quando fu la Gran Bretagna di Andy Murray a portarsi a casa l'Insalatiera. Le altre tre hanno vinto tutte, con la Serbia che vanta il trionfo più recente, l'unico della sua storia, nel 2010. L'Australia non vince dal 2003 (3-1 sulla Spagna a Melbourne), la Francia addirittura dal 2001, sempre a Melbourne sugli aussie, quando l'eroe fu Nicolas Escude.

La Davis dei cambiamenti vive dunque uno degli ultimi weekend per come la conosciamo. Poi si tratterà di vedere cosa scaturirà dalle decisioni del Board Itf che aveva già proposto la modifica del punteggio, con i match al meglio dei tre set e non più dei cinque per quanto riguarda i singolari. Di certo qualcosa accadrà, ma sui tempi e sui modi, per ora vige un certo riserbo. La sensazione generalizzata è che la competizione a squadre debba essere svecchiata, pur restando ancorata ad alcune tradizioni che la rendono evento unico al mondo, tra i più antichi in assoluto nel panorama sportivo internazionale. Processo che andrebbe a riguardare anche il settore femminile, coinvolgendo dunque quella Fed Cup che sin qui ha spesso vissuto nell'ombra della omologa manifestazione maschile.

Ma il mondo del tennis, che da sempre è votato all'individualismo, sta effettivamente riscoprendo il piacere di giocare in gruppo, non per se stessi ma per un team. Per esempio, manca poco alla Laver Cup, la novità del 2017 che andrà in scena a Praga dal 22 al 24 di settembre, e che ripropone in formato tennistico il concetto della Ryder Cup del golf: Europa contro resto del mondo (dove nel golf il resto del mondo è rappresentato dagli Usa). Una sfida al momento impari, almeno sulla carta, considerato che il Vecchio Continente potrà contare (a meno di forfait dell'ultim'ora) su Roger Federer e Rafael Nadal, mentre nella formazione avversaria troviamo nomi importanti ma che viaggiano sempre in altalena: da Kyrgios a Del Potro, passando per il baby Shapovalov. L'evento desta curiosità e si colloca a metà strada tra una esibizione di lusso e una prova ufficiale del circuito. Di sicuro meriterà un'occhiata prima di arrivare a una valutazione, più o meno positiva.

L'ultima news in tema di tornei a squadre riguarda la World Team Cup, questa sì un'esibizione che fino al 2012 si è giocata a Dusseldorf, in Germania, trovando però sempre meno appeal in giocatori e pubblico, al punto da essere abbandonata. Ora l'obiettivo dell'Atp è quello di rilanciarla a partire dal 2019, ma con una location tutta nuova (in Asia?) e con una data invitante, a inizio stagione prima dello Slam australiano. In palio ci sarebbero pure punti per il ranking, addirittura 1000, possibilità aperta a 24 Paesi con 5 giocatori ciascuno. Vista così, con queste premesse, potrebbe essere un'idea affascinante, anche se tutta da verificare a una prova del campo che è ancora lontana.